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BOLZANO. Braccio di ferro, nel Consiglio provinciale di Bolzano, tra maggioranza e opposizione, sulla proposta di modifica dello Statuto d'autonomia elaborata negli ultimi mesi tra Roma, Trento e Bolzano. Iniziata con un minuto di silenzio in ricordo di Papa Francesco, la seduta straordinaria dell'assemblea legislativa altoatesina, chiesta dalla minoranza per discutere i contenuti del disegno di legge costituzionale di riforma statutaria, è stata abbandonata dalla stessa minoranza, concludendosi senza dibattito.
I gruppi di opposizione chiedevano, infatti, di votare sulla proposta, ma il presidente dell'assemblea, Arnold Schuler, ha chiarito che la procedura di modifica dell'autonomia è prevista nello Statuto stesso e che, sulla base di un parere chiesto all'Ufficio legale, era previsto un dibattito complessivo sulla proposta, non sui singoli articoli. Le minoranze hanno quindi annunciato l'abbandono della seduta che, mancando richieste di intervento, è stata chiusa.
La proposta di riforma statutaria sarà quindi sottoposta, domani, alla commissione speciale cui parteciperanno tutti i capigruppo, con la possibilità di intervenire sulla proposta, che così come uscita dalla Commissione sarà trattata il 6 maggio dal plenum.
"Oggi sarebbe stata l'occasione per dibattere in pubblico sui singoli contenuti della legge di riforma" dello Statuto, ma "questo probabilmente era politicamente troppo rischioso per la maggioranza, che anche oggi non era presente al completo". Lo affermano in una nota congiunta i gruppi di minoranza del consiglio provinciale di Bolzano che, parlando di "punto più basso della democrazia", accusano il presidente dell'assemblea di non aver "permesso una votazione democratica sui contenuti della riforma dell'autonomia".
"Su richiesta di 17 consiglieri - si legge nella nota - è stato convocato un consiglio provinciale straordinario con un chiaro ordine del giorno per discutere e votare sui singoli temi della prevista riforma dell'autonomia. Questa votazione è stata impedita durante la sessione consiliare, ed in seguito l'opposizione ha lasciato l'aula all'unisono. In questo modo, il consiglio provinciale speciale non aveva più senso". "Il ragionamento secondo cui il consiglio odierno potrebbe anticipare la relazione ufficiale del consiglio sulla riforma o influenzare il voto di maggio è incomprensibile. Al contrario, una votazione sui singoli punti avrebbe fornito un quadro completo dei punti di vista di tutti i consiglieri e avrebbe migliorato la preparazione della relazione ufficiale, rendendola più fondata", conclude la nota dell'opposizione.


