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BOLZANO. Tra il 1° giugno e il 17 ottobre in Alto Adige sono state soppresse 1.259 corse ferroviarie sulle 38.625 programmate, il 3,3 per cento. Secondo i dati di Rete Ferroviaria Italiana, circa l’88 per cento dei treni è in orario. Numeri che non soddisfano l’assessore Daniel Alfreider, che il 19 ottobre ha riunito a Palazzo Widmann gestori delle infrastrutture e operatori per affrontare ritardi e cancellazioni.
Tra le cause figurano problemi alle infrastrutture, guasti ai convogli, criticità operative ed eventi esterni. Pesa anche l’aumento dei merci sull’asse del Brennero, dopo la chiusura del Tarvisio. «Non basta elencare le difficoltà: chi usa il treno ogni giorno deve potersi fidare del servizio», ha sottolineato Alfreider, chiedendo ai partner soluzioni concrete e indicando come massima priorità l’informazione ai passeggeri.
Il Piano provinciale della mobilità sostenibile 2035 prevede investimenti per circa due miliardi di euro. I cantieri servono a modernizzare la rete, ma comportano disagi. Tra i prossimi passi ci sono il confronto sull’orario Bolzano–Merano, l’intervento di esperti Alstom a Malles e un coordinamento più stretto tra lavori e manutenzione. Attenzione anche alla gestione degli orari e al personale.
Proprio sulle assunzioni, Roger Hopfinger, direttore regionale di Trenitalia, ha segnalato la ricerca di 71 dipendenti su un organico di circa 400, evidenziando le difficoltà nel reperire personale qualificato. Joachim Dejaco, direttore generale di STA, ha richiamato l’importanza dell’elettrificazione della Val Venosta. Per Maurizio Chiusa, di SAD, sono in aumento le cause di forza maggiore che provocano disservizi.


