BOLZANO. La carenza di personale è pesante in tutti i settori. A soffrire particolarmente Sanità e Sociale. Le case di riposo di Bolzano - 400 letti in tutto e 250 persone in lista d'attesa - ne hanno 40 chiusi per mancanza di addetti.

Liliana Di Fede - direttrice dell'Assb che gestisce le quattro Rsa di Bolzano - dice che ci vorrebbero almeno 200 posti letto, anche 250, per dare una risposta alle persone con punteggio alto, per le quali l'ammissione in una residenza sarebbe soluzione idonea se non necessaria. «E adesso grazie all'esternalizzazione (è una sola) del servizio ad una cooperativa sociale riusciamo ad attivare la prossima settimana a Villa Armonia i primi 24 posti letto, di seguito tutti gli altri».

Critico Stefano Boragine, segretario del sindacato Ago, sigla degli enti locali: «Come organizzazione sindacale autonoma siamo da sempre contro le esternalizzazioni delle prestazioni nel pubblico. Ci raccontano sempre la stessa storia. Che non trovano personale e pertanto sono costretti ad affidare ai privati i servizi e che tale procedura comunque razionalizza la spesa e anche l'efficienza. A oggi già due colleghe, che erano state precettate, si sono rivolte alla nostra organizzazione per fare chiarezza sull'esternalizzazione di Assb che le lascia a casa perché non servono più». Per Juri Andriollo, assessore comunale al Sociale, non era più possibile tenerle perché non hanno i requisiti richiesti: «Sono senza patentino, non hanno i titoli per un'assunzione stabile in Assb ma siamo certi che verranno ricollocate a breve».

La realtà con la quale Assb si trova a fare i conti è quella di ospiti sempre più gravi. «I parametri provinciali - riprende Di Fede - prevedono un operatore ogni 2,55 ospiti; noi ne abbiamo uno ogni 2,10. Inoltre il Comune mette a disposizione di ogni struttura un operatore jolly. Aggiungo che, per alleggerire il lavoro del personale, il rifacimento dei letti è affidata ad una ditta esterna. Ma nonostante tutto non ce la facciamo. Ci serve più personale per dare risposte rapide ai pazienti ed alle famiglie, ma non lo troviamo. Per questo abbiamo deciso di concentrare i 24 letti per le ammissioni temporanee a Villa Armonia e di affidare la gestione ad una cooperativa sociale con la quale abbiamo fatto una co-progettazione. Questione che ci consente di recuperare il personale per riattivare nelle prossime settimane tutti i 40 letti che attualmente vengono tenuti chiusi».

Di Fede dice che è necessario offrire risposte rapide: «Oggi il paziente sta a casa sua il più a lungo possibile. Entra in casa di riposo solo quando la situazione si aggrava e l'assistenza di familiari e badanti non basta più. Ciò comporta un maggior impegno da parte del nostro personale. Senza l'esternalizzazione alla coop - chiude - non avremmo mai potuto aprire i primi 24 letti».