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BOLZANO. Un milione in più. Tanto costerà al Comune la riduzione dell'orario di lavoro degli operatori dei servizi socio-sanitari nelle strutture gestite da Assb e in quelle private. Dal primo gennaio - la stessa regolamentazione è stata applicata dal primo luglio agli infermieri - l'orario di lavoro di Oss e Osa, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali, passerà da 38 a 36 alla settimana a parità di stipendio.
Scopo dell'iniziativa della Provincia: rendere più attrattive professioni dove è sempre più difficile trovare personale. Il rovescio della medaglia è l'aumento dei costi. Per far fronte alla riduzione di orario, si deve infatti assumere - sempre ammesso di trovarlo - nuovo personale. Oppure bisogna pagare molto di più le ore che l'operatore accetterà di fare in aggiunta all'orario normale.
Invariate le rette del Comune
Il Comune di Bolzano, nei giorni scorsi, ha deciso che le rette delle quattro case di riposo gestite da Assb rimarranno invariate anche nel 2026: 64,91 euro al giorno per la stanza singola, 61,66 per la doppia. Per l'amministrazione significherà una maggior spesa quantificata in circa 450 mila euro.
«Questa cifra - ha spiegato l'assessora comunale Patrizia Brillo - se coperta con le tariffe, avrebbe comportato un incremento di 3-4 euro al giorno per gli ospiti delle residenze per anziani. Si sarebbe trattato di un aggravio rilevante non solo per gli anziani, che vivono nelle nostre strutture, ma anche per le loro famiglie. Molti figli già oggi si fanno carico, in parte o del tutto, delle rette. Un aumento avrebbe inciso pesantemente su bilanci spesso sostenuti con pensioni basse e risorse limitate. Per questo abbiamo ritenuto doveroso intervenire e tutelare una fascia della popolazione già fragile».
Aumentano le rette i privati
Le case di riposo gestite da privati o da fondazioni hanno invece deciso di adottare il nuovo tariffario provinciale. Quest'ultimo prevede la possibilità di aumentare fino ad 82 euro al giorno per la stanza singola e a 77,90 euro per la doppia. Il Comune ha espresso parere negativo. Ma è un parere non vincolante.
Duplice la motivazione del no: innanzitutto una questione di equità. In quanto, essendoci la graduatoria unica per l'assegnazione dei posti, si paga meno o di più a seconda che si liberi prima un posto letto in una Rsa del Comune piuttosto che in una struttura privata. A questo si aggiunge il fatto che se l'ospite o i familiari non riescono a pagare la retta intera, la differenza la deve integrare il Comune.
L'assessora Brillo ha quindi proposto ai gestori privati - otto in tutto compresa la Santa Anna di Lana - di contenere l'aumento entro i 3 euro massimo al giorno. Ma, in un incontro svoltosi nei giorno scorsi, i responsabili delle case di riposo private hanno spiegato che 3 euro non bastano a coprire le maggiori spese. Hanno però accettato di ridurre di un euro al giorno l'aumento originariamente previsto.
Ecco dunque le nuove tariffe.
Centro ciechi San Raffaele e Fondazione La Roggia: 74 euro per la stanza singola e 70,30 per la doppia; Residenza per anziani Grieserhof: 80 per la singola e 76 la doppia; Marienklinik e Residenza per Anziani Melitta Care: stanza singola 81 euro; stanza doppia 76,95; Santa Anna Lana: stanza singola 69,65 euro e 66,17 per la doppia.
Gli ospiti delle case di riposo private, che hanno disponibilità economiche, pagheranno per intero le nuove tariffe. Per tutti gli altri, la differenza la coprirà - come per altro prevede la legge - il Comune.
«È una maggiore spesa che ci accolliamo - spiega il sindaco Claudio Corrarati - ed ammonta a 600 mila euro all'anno. Sommati all'aumento dei costi delle nostre quattro case di riposo fanno un milione e 50 mila euro. Ovviamente di quest'aumento dei costi, dovremo parlarne quanto prima con la Provincia».
Gli asili nido
La riduzione dell'orario di lavoro, a parità di stipendio, dal primo gennaio riguarderà anche educatori ed educatrici degli asili nido e imporrà necessariamente una riorganizzazione. Nella risposta ad un'interrogazione in cui i consiglieri provinciali Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer, chiedono come si intenda garantire lo stesso servizio, l'assessora Rosmarie Pamer spiega che in Alto Adige sono quattro i Comuni che gestiscono gli asili nido. A Merano ci si è organizzati prevedendo l'assunzione di ulteriore personale educativo tramite precettazioni; Bressanone non ha problema ad attuare la nuova regolamentazione; per Bolzano - nella risposta di un paio di settimane fa - si annunciava un incontro ad hoc con Comune e Assb. Laives - scriveva l'assessora - può fare "tesoro delle scelte e soluzioni portate avanti dagli altri Comuni gestori di questi servizi".


