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SALISBURGO. È scoppiata una polemica politica e civile attorno al progetto di Wolfgang Porsche, deciso a costruire un tunnel privato di circa 500 metri sotto il Kapuzinerberg per collegare la sua villa a un garage sotterraneo. L’abitazione, acquistata dal magnate nel 2020 per circa 9 milioni di dollari, è la stessa in cui visse lo scrittore Stefan Zweig, autore simbolo della cultura mitteleuropea e figura perseguitata dal nazismo.
Il progetto, tenuto a lungo riservato, è stato reso possibile da un accordo firmato in segreto nell’aprile 2024 tra Porsche e l’ex sindaco Harald Preuner, insieme al leader dell’SPÖ Vincent Pultar e al direttore del municipio. Il contratto riconosce al miliardario il diritto di scavare il tunnel e di utilizzare un parcheggio pubblico come accesso, dietro il pagamento di 40.000 euro per la servitù.
Dopo le recenti elezioni comunali, che hanno ribaltato gli equilibri politici della città consegnando la guida al socialdemocratico Bernhard Auinger e segnando un forte avanzamento del partito comunista, i dettagli dell’intesa sono emersi scatenando accuse di favoritismi ai super ricchi. I comunisti e i Verdi chiedono ora di rendere pubblici i documenti e di verificare il valore reale della servitù concessa, in assenza di qualsiasi perizia.
Preuner difende la procedura come “pienamente conforme alla legge” e accusa gli oppositori di voler costruire uno scandalo politico. Auinger, oggi sindaco, ha riconosciuto che sarebbe stato “più intelligente informare prima l’opinione pubblica”, pur evitando di giudicare la moralità dell’intervento.
Intanto, mentre la bufera non accenna a placarsi, davanti al cancello della villa sul Kapuzinerberg restano le quattro pietre d’inciampo dedicate a Stefan Zweig e alla sua famiglia: un monito silenzioso nella città che un tempo bruciò i libri dello scrittore ebreo fuggito nel 1934.


