BOLZANO. Uno sciopero di tre ore nel primo giorno di scuola in Alto Adige. Parte delle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori di Sasa hanno proclamato l’astensione dal lavoro per lunedì 7 settembre, dalle 9 alle 12. Al centro del confronto c’è il buono pasto e il mancato accordo con l’azienda sul suo aumento.

Secondo quanto riferisce Sasa, i sindacati hanno respinto la proposta di portare immediatamente il buono pasto a 8 euro al giorno, con un incremento mensile indicato dall’azienda in oltre 20 euro per dipendente. La società sostiene di aver avanzato la proposta già negli incontri di aprile e giugno, per poi ribadirla martedì 1° settembre. Il buono sarebbe inoltre cumulabile e utilizzabile per la spesa alimentare.

L’azienda definisce «incomprensibile» la decisione di scioperare e ricorda gli aumenti riconosciuti negli ultimi anni. Secondo i calcoli di Sasa, considerando aumenti contrattuali, buoni pasto, welfare, premi e contributo Laborfonds, tra il 2022 e il 2026 la retribuzione media complessiva dei dipendenti sarebbe cresciuta del 28%. Ad agosto è arrivato inoltre l’aumento di 100 euro lordi previsto dal rinnovo del contratto nazionale.

«Ribadiamo la costante apertura al dialogo», afferma la presidente Astrid Kofler, sottolineando la disponibilità dell’azienda al confronto con i lavoratori. Il direttore generale Ruggero Rossi De Mio richiama invece i vincoli legislativi e di bilancio entro i quali deve operare la società, ribadendo la necessità di garantire il servizio a lavoratori e cittadini.