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BOLZANO. «Nella scuola di lingua italiana non verrà applicata la legge che prevede di sanzionare i genitori che non seguono il percorso scolastico dei figli». Parola di Marco Galateo, vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano e assessore alla Scuola, che risponde così a chi gli chiede cosa succederà da settembre quando, con l’inizio della scuola, scatteranno le sanzioni - fino a 150 euro - per i genitori che non garantiscono la frequenza scolastica dei figli e non vigilano sul rispetto degli impegni scolastici.
Tra gli obblighi previsti ci sono anche la partecipazione ai colloqui con gli insegnanti, alle riunioni scolasticheorganizzate dalla scuola e agli eventuali incontri di consulenza ritenuti necessari.
È quanto prevede la legge provinciale numero 6, ovvero la Omnibus sulla scuola approvata il 23 giugno, che interviene su diversi aspetti dell’organizzazione scolastica e in particolare sul ruolo dei genitori.
L’obiettivo dichiarato è quello di coinvolgere maggiormente le famiglie e ridurre i contenziosi tra genitori e insegnanti. Spetterà ai dirigenti scolastici verificare il rispetto di quanto previsto dalla legge e poi eventualmente comminare le multe.
Il contenuto della norma sta facendo discutere anche fuori dai confini dell’Alto Adige.
In realtà ha fatto discutere anche all’interno della giunta provinciale. Quando l’emendamento era arrivato all’esame dell’esecutivo, Galateo aveva espresso le sue perplessità. Alla fine era stato ritirato, per poi ricomparire a firma del capogruppo della Svp Harald Stauder nel testo approvato in commissione.
L’emendamento è poi approdato in Consiglio provinciale, dove è passato insieme a tutta la legge, con il voto contrario proprio di Galateo.
Assessore, ma non è giusto - secondo lei - cercare di responsabilizzare maggiormente i genitori spesso assenti nel percorso educativo dei figli?
«Giusto coinvolgerli, ma trovo sbagliato - innanzitutto dal punto di vista formale - punirli con una contravvenzione nel caso in cui non si adeguino a quanto previsto dalla legge provinciale. I dirigenti scolastici, cui spetterebbe il compito di erogare le multe, non sono poliziotti».
Lei cosa propone?
«Una linea anche più dura, ma su questioni concrete. Ad esempio: contro chi commette atti di bullismo, danneggiamenti e quant’altro, la scuola si costituisca parte civile. Detto questo, bisogna lavorare di più a livello di prevenzione».
Le multe però sono previste dalla legge provinciale: come fa a non applicarla?
«C’è la legge, ma bisogna fare il regolamento attuativo. Non farò nulla di tutto questo e quindi - lo ripeto - nella scuola di lingua italiana la parte relativa alle contravvenzioni non sarà applicata».
Non è escluso che il governo intervenga, impugnando la legge provinciale. Intanto per il 14 settembre Galateo ha convocato tutti i genitori per discutere di insegnanti di sostegno per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali (Bes).
«La legge ne prevede uno ogni 100 ragazzi in generale; la proposta alla quale si sta lavorando uno ogni due ragazzi con Bes che sono in aumento. Poi bisognerà cercare le risorse per le assunzioni».


