BOLZANO. Più insegnanti per l’integrazione, una nuova formazione per affrontare la carenza di personale specializzato e una gestione delle risorse più vicina alle esigenze delle singole scuole. È questa la direzione scelta dalla Giunta provinciale altoatesina, che ha approvato un pacchetto di misure sull’inclusione scolastica destinato a entrare progressivamente a regime a partire dal 2027.

La decisione nasce da un dato che sta cambiando il lavoro quotidiano nelle scuole: sono in aumento gli alunni e le alunne che necessitano di un sostegno individuale durante le lezioni. La Provincia punta quindi a modificare il sistema di assegnazione del personale, cercando di legare maggiormente il numero degli insegnanti per l’integrazione alle effettive necessità degli studenti.

Il cuore del provvedimento è un piano triennale che partirà nel 2027. Il rapporto tra personale e alunni non sarà più determinato soltanto sulla base di criteri generali, ma verrà orientato in misura maggiore alle esigenze di sostegno rilevate nelle scuole. L’obiettivo è arrivare a una distribuzione delle risorse più aderente alle situazioni concrete.

La riorganizzazione riguarderà anche il modo in cui vengono gestiti i posti disponibili. Dall’anno scolastico 2027/28 saranno assegnati direttamente ai singoli distretti scolastici e alle direzioni delle scuole. Una scelta che, nelle intenzioni della Provincia, dovrebbe permettere agli istituti di programmare con maggiore anticipo il personale e di adattare più facilmente l’organizzazione alle necessità dei propri studenti.

Il cambiamento punta anche a rendere più stabile la situazione lavorativa degli stessi addetti all’integrazione, facilitando la programmazione dei loro incarichi. In altre parole, la Provincia prova a spostare una parte delle decisioni dal livello centrale verso le scuole, lasciando a chi opera quotidianamente sul campo un margine maggiore nella gestione delle risorse.

C’è poi il problema della carenza di personale qualificato, uno degli ostacoli principali per garantire un servizio adeguato. Per affrontarlo sarà sviluppato un corso di formazione specifico rivolto sia a candidati provenienti da altri settori sia a professionisti che già lavorano nel campo dell’inclusione attraverso incarichi diretti. L’intento è ampliare il bacino di persone in possesso delle competenze necessarie.

«Grazie a una nuova chiave di calcolo, le risorse umane vengono impiegate esattamente dove sono necessarie», sottolinea l’assessore provinciale all’Istruzione italiana Marco Galateo, secondo cui il nuovo sistema dovrebbe tenere conto delle «mutate esigenze delle scuole» e rafforzare il lavoro quotidiano sull’inclusione.

Per l’assessore all’Istruzione tedesca Philipp Achammer, la riforma rappresenta invece un passaggio strutturale: personale, formazione e organizzazione dovranno essere orientati alle effettive necessità di sostegno di bambini e ragazzi. L’assessore all’Istruzione ladina Daniel Alfreider insiste infine sulla maggiore autonomia organizzativa che verrà lasciata alle scuole, sostenendo che le decisioni prese più vicino agli studenti possono rendere l’inclusione più efficace.

Il pacchetto approvato dalla Giunta non è quindi un semplice intervento di potenziamento dell’organico, ma una revisione del modello con cui vengono distribuite e gestite le risorse per l’inclusione. Il primo passaggio operativo sarà il piano triennale dal 2027, mentre la nuova assegnazione diretta dei posti alle scuole scatterà dall’anno scolastico 2027/28.

La sfida sarà ora trasformare il nuovo assetto in un sostegno effettivamente più tempestivo e stabile per gli studenti che ne hanno bisogno, soprattutto in un settore nel quale la disponibilità di personale qualificato continua a rappresentare uno dei nodi più delicati.