BOLZANO. Le contestate sanzioni amministrative da 50 a 150 euro per i genitori che non partecipano ai colloqui con gli insegnanti saranno eliminate dalla legge sulla scuola. Il dietrofront della maggioranza arriva dopo le polemiche seguite all'introduzione della misura, proposta dal capogruppo SVP Harald Stauder, e al rischio di una possibile impugnazione.

I Verdi rivendicano di aver contestato fin dall'inizio la norma. Secondo il consigliere provinciale Zeno Oberkofler, le sanzioni non favoriscono il dialogo tra scuola e famiglie e finiscono per penalizzare indirettamente i bambini. Nei casi di reale difficoltà familiare, aggiunge, devono intervenire i servizi sociali con strumenti adeguati e non attraverso multe.

Per Zeno Oberkofler, insieme alle consigliere Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer, il ritiro della misura conferma anche i dubbi giuridici già sollevati durante l'esame della legge. I Verdi sostengono che non fosse mai stato chiarito chi avrebbe dovuto applicare le sanzioni, con quali criteri e in quali situazioni, criticando il fatto che le loro obiezioni fossero state inizialmente respinte.

Anche il Team K parla di una correzione necessaria di un errore politico. Il consigliere provinciale Alex Ploner ricorda che il suo gruppo aveva presentato emendamenti soppressivi sia in commissione legislativa sia in Consiglio provinciale, senza successo. Il partito contesta inoltre le recenti dichiarazioni dell'assessore Marco Galateo, secondo cui le sanzioni sarebbero state introdotte soltanto con un emendamento in aula. Secondo il Team K, la disposizione era invece già presente nel testo discusso in commissione e i verbali dimostrerebbero che la maggioranza la sostenne in entrambe le fasi dell'iter.

Per Alex Ploner, cambiare idea è legittimo, ma chi ha sostenuto la norma dovrebbe riconoscerlo apertamente invece di prendere le distanze a posteriori. Nel merito, il Team K ribadisce che le famiglie in difficoltà hanno bisogno di sostegno educativo, di una maggiore collaborazione con la scuola e dell'intervento dei servizi sociali, non di sanzioni economiche.