BOLZANO. Istituita oltre una decina di anni fa, la settimana Sharm - sette giorni di vacanza solo nelle scuole altoatesine all'inizio di novembre durante le festività dei Santi, per venire incontro in particolare alle famiglie degli albergatori che in quel periodo hanno le strutture chiuse - potrebbe venir cancellata.

Non quest'anno, ma per il prossimo ci sono ottime possibilità e i genitori, costretti a fare i salti mortali per conciliare lavoro e figli, guardano in linea di massima con favore a quest'ipotesi.

Marco Galateo - vicepresidente della Provincia con la competenza alla scuola, padre di tre bambine di 9 e 6 anni le gemelle - a settembre ha intenzione di convocare una serie di incontri con sovrintendenza, dirigenti, sindacati, insegnanti e genitori, per analizzare pro e contro di questa soluzione.

Stop alla settimana Sharm

«Io sto lavorando - spiega Galateo - per introdurre anche in Alto Adige il calendario scolastico nazionale che ci consentirebbe di spostare l'inizio delle lezioni - da noi previsto per il 5 settembre - al 16 settembre. Ciò significherebbe eliminare la settimana Sharm di novembre e forse ritardare di qualche giorno la chiusura della scuola a giugno. Venendo così incontro alle richieste di molte famiglie italiane che vivendo principalmente in città - su una popolazione di 22.226 studenti, dalla scuola dell'infanzia alle superiori, 13.809 sono concentrati a Bolzano; 4.101 a Merano; 4.316 negli altri comuni - hanno esigenze diverse rispetto al gruppo tedesco distribuito nelle valli. Per questo sono contrario anche all'introduzione dell'orario unificato, ovvero di entrata e uscita uguale per tutti, che si vorrebbe adottare nella scuola tedesca».

I genitori favorevoli

La possibile revisione del calendario scolastico piace a molti genitori: le giornate complessive di scuola rimarrebbero le stesse, verrebbero però spalmate in maniera diversa. «Vedo più che favorevolmente la soluzione - commenta Nadia Beordo, infermiera in un servizio diurno; un bambino di 8 e una ragazzina di 12 - che prevede di adottare anche qui il calendario nazionale. Un inizio ritardato della scuola consentirebbe alle famiglie di fare qualche giorno di vacanza a settembre, quando i prezzi sono più abbordabili; o comunque anche se si rimane in città, con i bambini si può pensare a qualche gita; cosa più complicata a novembre. A questo si aggiunge il fatto che tornare sui banchi all'inizio di settembre, quando è ancora caldo, non è il massimo».

La mancanza di servizi

«La soluzione - spiega Viviana Melis, funzionaria pubblica, da poco rientrata a tempo pieno in servizio, dopo 10 anni di part time, madre di tre maschi di 8, 10 e 12 anni - non è tanto spalmare in maniera diversa le giornate di lezione che alla fine devono essere le stesse dal Brennero alla Sicilia; ma offrire più servizi. È vero che ci sono centri estivi e una serie di iniziative, durante le vacanze scolastiche, ma si va da 80 a 120 euro a settimana, a bambino. Io ad agosto ho speso gran parte del mio stipendio per garantire ai miei ragazzi intrattenimento e assistenza. Mi rendo conto che agli insegnanti non si può chiedere di fare i baby sitter, però non è neppure possibile che le famiglie, per tre mesi d'estate, debbano arrabattarsi per cercare di conciliare impegni lavorativi e gestione dei figli. È oggettivamente molto difficile, visto che oggi si lavora in due, non solo per scelta, ma perché altrimenti non si arriva a fine mese».

Anche per Christa Ladurner, presidente dell'Alleanza per le famiglie, il problema non è tanto la settimana Sharm ma la solitudine nella quale, spesso e volentieri, sono lasciati i genitori, nel gestire i lunghi periodi in cui le scuole sono chiuse: «Tre mesi di vacanza in estate sono troppi. Nessuno in Europa ne fa così tanti. Non a caso a livello nazionale è partita una petizione che chiede di tenere aperte anche a giugno e luglio le scuole con attività extra scolastiche». Marco Fontana, presidente dell'associazione presidi, invita a non farsi illusioni: «Capisco le difficoltà delle famiglie ad organizzarsi, ma se si cancella la settimana Sharm si aggiungeranno dei giorni di vacanza in altri periodi. Le difficoltà di trovare una sistemazione per figli dunque rimarrebbero».