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BOLZANO. «La richiesta di aumento era arrivata dal Consorzio dei Comuni, perché con le attuali rette le amministrazioni non riuscivano più a coprire le spese. Adesso però ci siamo resi conto che le ricadute sulle famiglie, in particolare su quelle del ceto medio, sono troppo pesanti. Dobbiamo assolutamente intervenire, riducendo gli aumenti». Alla luce delle proteste di tante famiglie e della lettera inviata dalla giunta comunale di Bolzano, il vicepresidente della Provincia Marco Galateo annuncia una mezza marcia indietro.
«Dobbiamo rivedere gli aumenti. Porterò all'esame della giunta provinciale di venerdì prossimo la proposta. Attualmente i Comuni possono scegliere per il tempo prolungato nella scuola dell'infanzia una tariffa, in aggiunta a quanto previsto per il tempo normale, che va da un minimo di 4 ad un massimo di 5 euro per ogni pomeriggio; io proporrò invece di andare da un minimo di 2 ad un massimo di 5 euro. L'idea è dell'assessore Bianchi, ma ho deciso di farla mia. L'alternativa è non intervenire sugli aumenti, ma chiedere all'assessora al sociale Rosmarie Pamer di mettere a disposizione dei fondi delle famiglie del ceto medio. Del resto qualcosa bisogna assolutamente fare, altrimenti non ha senso dire fate figli e andate a lavorare, se poi mandare i bambini alla scuola dell'infanzia diventa un lusso».
Se i Comuni dovessero optare per l'aumento minimo, ovvero 2 euro a pomeriggio, sull'arco del mese, la spesa sarebbe comunque di 40 euro in più rispetto ad oggi. Ricordiamo i genitori che optano per il tempo prolungato pagano attualmente una quota fissa di 102 euro; da settembre per lo stesso servizio ne spenderebbero 142. Perché è vero che, con l'inizio del nuovo anno scolastico, si potrà scegliere il numero di pomeriggi di cui usufruire, ma siccome chi opta per questa formula in genere ne ha bisogno cinque giorni su sette, la differenza rispetto ad oggi rimane importante.
Sempre meglio comunque dei 160 euro al mese, previsti dal Comune di Bolzano (4 euro a pomeriggio), che scatterebbero nel caso in cui non si dovessero ridurre gli aumenti.
La protesta dei genitori
Continua il pressing delle famiglie che chiedono di rivedere gli aumenti. Le ultime a scendere in campo sono le rappresentanti dei genitori della Scuola dell'infanzia "Raggio di Sole" di via Genova: Giada Cudemo, Alessia Dionisi, Silvia Mion, Tanja Paiola, Natascia Romanin. «La giunta provinciale, con delibera del 15/07/2025 ha ridefinito gli importi massimi mensili a 81 euro per l'orario normale (oggi sono 78) e 106 per l'offerta prolungata (oggi 102 euro). L'aumento risultava minimo, con 4 euro in più al mese per il tempo prolungato, ma coerente con l'aumento definito per l'orario normale. Con delibera del 5 gennaio 2026 però la Provincia ha ridefinito gli aumenti relativi all'offerta prolungata: mantenendo gli 81 euro per l'orario normale, è stato definito "un importo aggiuntivo forfettario compreso tra 4 e al massimo 5 euro per ogni pomeriggio, che può essere stabilito dai Comuni. Il risultato è un aumento della retta totale che passa da 106 a circa 160 euro mensili. Un aumento sproporzionato rispetto alla delibera di soli sei mesi prima.
Per una famiglia con un figlio, si tratta di un esborso extra di oltre 550 euro all'anno, cifra che raddoppia o triplica per i nuclei con più figli. Un incremento superiore al 50% non può essere considerato marginale. In un contesto territoriale come quello di Bolzano, dove la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è un pilastro del benessere sociale, il tempo prolungato non è un "optional", ma una reale necessità per i genitori che lavorano.
Rendere tale servizio economicamente oneroso significa penalizzare proprio le famiglie che più contribuiscono al sistema produttivo locale».
I Verdi
Sulla vicenda torna a prendere posizione Chiara Rabini, capogruppo dei Verdi in Comune, che per prima aveva sollevato il problema: «Il 24 marzo ci sarà una seduta del consiglio comunale dedicata al tema. Sarà l'occasione per chiedere che l'aumento delle tariffe del tempo prolungato venga annullato».


