BOLZANO. La sezione altoatesina della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta Fiab prende posizione contro il nuovo Codice della strada. Stando a quanto previsto dal nuovo codice, nelle strade urbane ad unica carreggiata con limite di velocità a 30 km/h (le c.d. strade E-Bis) la segnaletica non sarà più sia verticale che orizzontale, ma solo verticale.

Questo - si legge in una nota - renderà la strada meno riconoscibile e quindi meno sicura. "Non sono inoltre chiari i casi in cui sia obbligatorio prevedere le piste ciclabili ad uso esclusivo delle bici o le corsie ciclabili ad uso promiscuo con altri veicoli, limitando di fatto la costruzione di ambienti sicuri per i ciclisti. In questo modo da un lato si rischia di ostacolare la costruzione di infrastrutture della mobilità sostenibile, dall'altro di scoraggiare le persone dallo scegliere la bici come mezzo semplice, comodo e versatile".

L'Associazione ricorda che pedoni e ciclisti sono definiti per legge come "utenti vulnerabili". Nel caso di un incidente a 30 km/h, la probabilità di sopravvivenza di chi si sposta a piedi o in bici è del 90%, mentre scende al 40 % qualora la velocità è pari a 50 km/h. Secondo i più recenti dati pubblicati da Istat riferiti al 2022, il tasso di mortalità stradale (morti per milione di abitanti) si attesta a 46,3 nella Ue27 e a 53,6 in Italia, che sempre nel 2022 è passata dal tredicesimo al diciannovesimo posto nella graduatoria europea. Una nota particolarmente negativa continua ad essere la quota di bambini da 0 a 14 anni vittime in un incidente stradale, in aumento rispetto al 2021, conclude la nota.