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BRESSANONE. Sei nuovi diaconi, tutti provenienti da fuori Europa. È una prima assoluta per la diocesi di Bolzano-Bressanone: nessuno dei seminaristi ordinati oggi pomeriggio, domenica 4 ottobre, nel duomo di Bressanone è altoatesino. Cinque arrivano dalla Tanzania e uno dall’India e dal 2021 vivono nel Seminario di Bressanone, dove stanno completando il percorso verso il sacerdozio.
I neodiaconi sono Ditrick Titus Makali, Jordan Filbert, Oscar Peter Fredrick, Reuben Ibrahim Mmbaga e Vicent William Kijonga, tutti originari della Tanzania, e l’indiano Madhu Kalaka. «Giornate come queste fanno la storia», ha sottolineato il vescovo Ivo Muser durante l’omelia. «Siamo persone di continenti diversi, con lingue, culture e tradizioni differenti, eppure un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo». Per Muser la celebrazione rappresenta anche «un segno significativo contro ogni forma di chiusura».
Con l’imposizione delle mani del vescovo e la preghiera di consacrazione, i sei candidati sono diventati diaconi, indossando quindi le vesti liturgiche e ricevendo il Vangelo. Alla celebrazione, molto partecipata, hanno preso parte anche i vescovi delle diocesi di provenienza in Tanzania e India. Il diaconato rappresenta per i seminaristi l’ultima tappa prima dell’ordinazione sacerdotale.
Ora i sei giovani collaboreranno nelle parrocchie e nelle unità pastorali altoatesine. Nell’aprile 2027 torneranno nelle rispettive diocesi per essere ordinati sacerdoti e dal settembre successivo rientreranno in Alto Adige, dove resteranno come cooperatori per cinque anni. Il progetto internazionale avviato nel 2021 prosegue: nei giorni scorsi sono arrivati a Bressanone altri sei seminaristi, quattro dalla Tanzania, uno dall’India e uno dall’Ecuador.


