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BOLZANO. L'appuntamento - presentato ieri in Municipio - è alle 10.30 di domenica 26 novembre davanti al Museion (lato passeggiata): da lì anche quest'anno partirà la Corsa cittadina per dire no alla violenza sulle donne. Importante esserci, perché quel serpentone rosso che invaderà le passeggiate contribuirà assieme ad altre iniziative a sensibilizzare la popolazione - di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali - e a diffondere una cultura basata su libertà, rispetto, parità di diritti. Principi che dovrebbero essere scontati e che invece non lo sono affatto.«La violenza parte anche dal linguaggio - ha detto Beatrix von Pretz, presidente dell'associazione Haus der geschützten Wohnungen, esortando ad un cambio di passo culturale -: basta pensare a quello usato da certi candidati in campagna elettorale. Una cosa inaccettabile».
Uomini che odiano le donne
In Italia dall'inizio dell'anno ad oggi ci sono già state 85 vittime: donne uccise da uomini, compagni, fidanzati, mariti, che dicevano di amarle tantissimo. L'ultima Giulia Cecchettin aveva 22 anni. L'assassino, il suo ex fidanzato, che le voleva un "bene così grande" al punto di massacrarla con oltre venti coltellate e poi abbandonare il corpo in una forra. La presentazione della Corsa - presenti tra gli altri il sindaco Renzo Caramaschi, gli assessori Chiara Rabini e Juri Andreolli, il questore Andrea Valentino e dirigente della Mobile Giuseppe Tricarico - è stata l'occasione per parlare di un fenomeno che assume, anche in Alto Adige, dimensioni sempre più preoccupanti. Ma le donne oggi trovano il coraggio di ribellarsi e denunciare.
In prima linea
«Ai problemi culturali - hanno ripetuto con forza Christine Clignon, presidente di Gea, e Beatrix von Pretz, presidente dell'associazione "Haus der geschützten Wohnungen" - si aggiunge quello legato alla carenza di strutture, per accogliere le donne e i loro figli che vanno messi in sicurezza prima che sia troppo tardi». Nelle case protette, distribuite su tutto il territorio provinciale, ci sono complessivamente 38 posti; ai quali si aggiungono 8 alloggi di transizione, gestiti dalla Gea, per chi tenta, in mezzo a mille difficoltà e con tanta fatica, di ricostruirsi una vita.A Bolzano e dintorni, da gennaio, la Gea ha offerto ospitalità a 16 donne e 5 bambini; altre 13 donne e 27 bambini sono stati accolti dall'associazione "Haus der geschützten Wohnungen". Ma le richieste di accoglienza sono state complessivamente oltre 95. «Nessuna donna - ha assicurato Clignon - è mai stata lasciata in strada; ma se non ci sono posti nelle strutture protette, bisogna ricorrere agli alberghi. Questa però, per una serie di ragioni, non è una soluzione ideale». Oltre all'accoglienza, Gea offre un servizio d'ascolto: 285 coloro che ne hanno usufruito, di cui 192 sono nuovi accessi, significa il 20% in più del 2022 e il 50% in più del 2010. «Sono almeno 20 anni - hanno ricordato Clignon e von Pretz - che aspettiamo una nuova struttura protetta per le donne vittime di violenza, ma finora abbiamo ricevuto solo promesse». A questo proposito sia il sindaco che gli assessori Rabini e Andriollo hanno promesso battaglia per superare l'opposizione di chi, in consiglio comunale oltre che fuori, nei mesi scorsi ha affossato la struttura che avrebbe dovuto sorgere in via Visitazione. Adesso si lavora su un altro sito che, per ovvie ragioni, rimane segreto.
La corsa di domenica
Si parte alle 10.30 dal Museion. Si può scegliere tra la corsa competitiva cronometrata su un percorso di circa 5 km e una camminata aperta a tutta la cittadinanza su un percorso di 3 km. È possibile iscriversi: sin da ora online al www.uisprenota.com/corsa-antiviolenza oppure allo stand della Uisp sabato 25 novembre: dalle ore 10 alle 12 a ponte Talvera, lato San Quirino. Dopo aver effettuato l'iscrizione online (solo Crono) si potrà ritirare il pacco gara direttamente al Museion domenica dalle ore 8.30 alle ore 9.30 Per chi volesse iscriversi la mattina stessa del 26 novembre, direttamente al Museion a partire già dalle 8.30.
La commissione in ascolto
Venerdì 24 novembre alle ore 15 negli spazi WE Women Empowerment in piazza Domenicani 22 sarà inaugurata la scultura dal titolo "Maternità" di Sieglinde Tatz Borgogno donata dall'associazione Soroptimist. A seguire - dalle 15.30 alle 18 - la Commissione Pari Opportunità del Comune sará in ascolto sempre al WE delle cittadine invitate a presentare idee per migliorare la vita delle donne a Bolzano.


