BOLZANO. A Bolzano non smette di avanzare in quella che, tecnicamente, viene definita "logica incrementale" del caro casa. Traduzione: vivere qui costa sempre di più.

È una scalata senza mai un giorno di tregua quella del capoluogo sul terreno a lei più confacente, quello degli affitti da grande città.

Ci sono solo Milano e Roma, nell'ultimo report della Uil sulle emergenze abitative, davanti a noi: non un bel podio, a guardarlo dall'ottica di un lavoratore del ceto medio affluente ma ormai in decrescita esponenziale. Figurarsi per le altre fasce di reddito alle sue spalle.

La classifica

Per andare alle cifre: a Milano il canone d'affitto incide per il 64% sull'intero budget famigliare, a Roma per il 54% mentre a Bolzano - al terzo posto nella classifica nazionale - incide per il 43,3%. Ben distaccata, al quarto posto, una grande città universitaria come Bologna, dove l'affitto supera di poco il 34% del reddito. Questa collocazione di Bolzano andrà poi inserita, per coglierne l'evidente anomalia, nella cornice delle medie nazionali in proposito. Le quali comprendono la gran parte dei centri medi, paragonabili per estensione, qualità della vita ed estensione a Bolzano.

Ebbene in Italia il canone medio d'affitto incide solo per il 17,7% nel budget delle famiglie. Visto che l'assegno medio che viene staccato per vivere in una casa è di 531 euro mensili, pari a 6.372 euro all'anno. Ponendosi sullo stesso piano delle cifre assolute ecco che a Milano, sempre in cima alla classifica, un affitto mensile medio si assesta su 1.920 euro, a Roma tocca i 1.620 euro, mentre a Bolzano sta ben sopra i 1300 euro al mese.

L'emergenza di Bolzano

Attenzione, spiega a questo punto Toni Serafini, già segretario Uil e esperto del mercato della casa, «perché quelle cifre riguardano appartamenti di 100 metri quadrati». I quali, tuttavia, offrono con chiarezza un termine di paragone estremamente plausibile anche rispetto a tutte le altre tipologie. E spiegano, ad esempio, come sia ormai impossibile a Bolzano trovare un monolocale a meno di 600 euro al mese o un bilocale a meno di 700/800 euro.

E come, parimenti, sia vista con naturalezza la richiesta di 900 euro mensili per un mini in uno studentato e sia osservato con attenzione compiaciuta il limite posto dal Comune ai progetti privati per alloggi riservati agli universitari a 600 euro per una singola stanza. Una cifra di 1300 euro per il canone di un appartamento capace di ospitare due adulti e un figlio, massimo due, fa osservare gli stipendi medi di lavoratori, operai e impiegati, soprattutto giovani, da un'ottica finalmente realistica. E racconta, più di mille interrogazioni in Consiglio, come sia ormai impossibile con uno stipendio medio, non solo e non più comprarsi una casa, ma ormai neppure andarci in affitto.«Il tema della casa deve tornare centrale nell'agenda della politica», dice la Uil nazionale. Aggiungendo la necessità di impostare un piano pluriennale di edilizia residenziale. «Che la Provincia si decida a tornare a costruire case con denaro pubblico», aveva chiesto poche settimane fa l'assessore Juri Andriollo. Ecco, se la Uil propone tutto questo in un Paese che, di media, paga una casa meno della metà dei prezzi bolzanini, si comprende quale sia ormai l'emergenza degli alloggi nel nostro capoluogo