BOLZANO. Plaudono gli ambientalisti e non solo loro per la verità; protestano gli appassionati e i collezionisti di auto di interesse storico e veicoli d'epoca. Tra consensi e proteste nei prossimi giorni entrerà in vigore la delibera - approvata nell'ultima seduta della giunta provinciale con il voto contrario dell'assessore Christian Bianchi - che vieta gare, raduni e sfilate di mezzi a motore, nelle aree protette, in prima battuta nella zona delle Dolomiti, patrimonio Unesco, tra le mete predilette degli appassionati di motori nuovi o d'epoca che siano, ma anche dai ciclisti. Più in generale il divieto riguarda le manifestazioni motoristiche sulle strade provinciali sopra i 1.600 metri di quota.

Il divieto non tocca invece il traffico privato di auto e moto di oggi e di ieri. Finora si contavano una ventina di eventi l'anno, tra quelli autorizzati, relativi cioè a manifestazioni sovracomunali e con carattere sportivo o agonistico, e quelli oggetto di segnalazione, come possono essere le semplici sfilate. Si potranno svolgere solo gli eventi già segnalati o autorizzati prima della pubblicazione della delibera con il relativo elenco di strade e tratti stradali interessati. «Sappiamo - ha detto il presidente della Provincia Arno Kompatscher - che non è una decisione risolutiva. L'elevato volume di traffico e la guida spericolata diffusa in quei tratti richiedono misure aggiuntive e mirate, alle quali stiamo già lavorando. Intanto lanciamo un segnale, verso la popolazione, che da tempo chiede un intervento, e verso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con il quale noi continuiamo a insistere».

I favorevoli

Michil Costa - albergatore-ambientalista badiota, tra gli ideatori della Maratona (ciclistica) dles Dolomites in programma quest'anno il 5 luglio - si fa interprete di coloro che plaudono alla decisione della Provincia e auspicano iniziative ancora più incisive per ridurre il traffico in quota. Visto che spesso e volentieri in estate le strade dei passi vengono scambiate per circuiti di Formula Uno; prese d'assalto da auto, moto, ciclisti in arrivo da tutto il mondo per scalare i passi dolomitici. I residenti protestano - e negli ultimi anni l'esasperazione è cresciuta nonostante il turismo continui a portare ricchezza nelle vallate altoatesine - per l'intasamento delle strade e il rumore provocato dal rombo dei motori. A questo, finora, si aggiungevano i raduni e le manifestazioni motoristiche organizzate che da adesso in poi non si faranno più.

«Finalmente - commenta Costa - la politica si muove sull'onda dell'esasperazione della popolazione: è un piccolo passo, ma importante. Ieri da Selva sono salito al Puez, c'è l'inferno e siamo solo a giugno. Non oso neppure immaginare cosa succederà in piena estate. E questo nonostante l'impegno delle forze dell'ordine. Dalle mie parti, per fare un esempio, il comandante dei Carabinieri di Corvara Armando Di Genova ce la mette e ce la metterà tutta per arginare il caos». Com'è nel suo stile, Costa sprona la Provincia a fare di più: «Gli amministratori devono avere il coraggio di gettare il cuore - come si dice - oltre l'ostacolo. Finora si è sempre puntato sulla crescita: significa più posti letto e più domanda. È arrivato il momento di cambiare passo, perché questa crescita che sembra non avere limiti, ci fa perdere in salute. Basta pensare ai danni provocati dall'inquinamento ambientale ed acustico. L'Alto Adige è oggi nella condizione di potersi scegliere il turista. Dobbiamo avere il coraggio di promuovere di più il turismo "lento" che consente di apprezzare il nostro patrimonio naturale. Oggi c'è il boom della bici, muscolare e e-bike. Dovremmo fare come in Francia dove sulle strade ci sono le corsie riservate alle due ruote».

Soddisfatto anche il presidente dell'Alpenverein Georg Simeoni: «Da vent'anni ci battiamo per la riduzione del traffico sulle strade di montagna. È positivo che la giunta provinciale dimostri finalmente la volontà di intervenire. Si tratta comunque di un primo passo, ora servono ulteriori misure per proteggere l'ambiente e la qualità della vita della popolazione».

I contrari
Contro la delibera ha votato l'assessore Christian Bianchi, appassionato di moto e di bici, non perché ritenga che non esista il problema: «Sulle nostre strade di montagna - ammette - ci sono comportamenti inaccettabili: auto sportive che sfrecciano ad alta velocità, spesso da sole o in gruppo, creando pericolo, rumore, disagio e rabbia tra cittadini, residenti e turisti. Su questo serve intervenire con fermezza». Ma perché la delibera colpisce anche "le manifestazioni organizzate, autorizzate e controllate, in particolare quelle legate al mondo delle auto storiche, che hanno poco a che fare con chi usa le strade di montagna come piste private".

«Eventi come la Mille Miglia, la Leggenda di Bassano e tante altre manifestazioni di grande valore culturale - ricorda Bianchi - portano sul nostro territorio veri e propri musei viaggianti della storia dell'automobile. Sono iniziative ordinate, seguite, apprezzate, capaci di valorizzare il territorio e di creare ricadute positive anche per l'immagine dell'Alto Adige».

Su questo tema oggi è in programma una conferenza stampa di Davide Brancalion, presidente del Veteran Car Team, Federato all'Automotoclub Storico Italiano (Asi): «Assurdo che si vietino manifestazioni e raduni con le auto d'epoca che sono un museo di storia e cultura su quattro ruote. Riconosciute e apprezzate da tutti. Basta vedere il successo riscosso dalla Leggenda di Bassano che sabato scorso ha fatto tappa in piazza Walther prima di affrontare i passi dolomitici. C'era la gente entusiasta di poter ammirare da vicino una straordinaria selezione di automobili storiche, autentici capolavori dell'ingegneria e del design che hanno scritto pagine importanti della storia dell'automobile. Tra cui una Ferrari del 1960, valore 12 milioni. Ovviamente la manifestazione non passerà più per l'Alto Adige visto che questi eventi, nonostante rispettino tutte le prescrizioni, non sono più consentiti».