BOLZANO. Deluso, amareggiato, arrabbiato il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi che vede sfumare definitivamente la possibilità di correre, il 4 maggio del 2025, per il terzo mandato consecutivo; lo stesso dicasi per Roland Griessmair, sindaco di Brunico. Soddisfatto l'assessore di Merano Nerio Zaccaria come pure il vicesindaco di Appiano Massimo Cleva che, nonostante siano al terzo mandato, possono aspirare a tornare di nuovo in giunta: «Sono felice - dice Cleva - di poter lavorare altri cinque anni e di rappresentare assieme alla mia lista, la comunità italiana di Appiano: mi piacerebbe concludere o almeno definire progetti di rilievo già avviati a partire dalla riqualificazione dell'ex caserma Mercanti».

Reazioni opposte dunque all'approvazione, l'altra notte in Consiglio regionale, dopo ore di discussione e forti tensioni all'interno della maggioranza, del disegno di legge dell'assessore Franz Locher (Svp) sul limite dei mandati dei sindaci che recepisce la normativa nazionale.

Cosa cambia

La vecchia legge prevedeva la possibilità di tre mandati per sindaci, vice e assessori indipendentemente dal numero degli abitanti. La nuova legge - approvata con 29 sì, 23 no, 12 astenuti e 3 che non hanno votato - prevede che i sindaci possano fare un numero illimitato di mandati nei comuni fino a 5.000 abitanti (in tutto sono 95); tre mandati nei comuni fino a 15.000 abitanti (16), solo due mandati nei comuni con più di 15.000 abitanti (5). Nessun limite invece per vicesindaci e assessori. «Con questa modifica - spiega soddisfatto Locher - vogliamo garantire che le amministrazioni comunali, in particolare nei comuni sopra i 15.000 abitanti, possano operare entro un quadro giuridico chiaro e sicuro. Pur con la consapevolezza dei limiti posti alla nostra autonomia legislativa in questo ambito, abbiamo scelto di procedere così per dare certezze ai nostri enti locali».

Delusi i consiglieri leghisti trentini che - fino all'ultimo - hanno fatto pressione sugli alleati, per far passare l'emendamento che prevedeva la possibilità di un terzo mandato per i sindaci. Pare, in prospettiva, per spianare la strada al governatore Maurizio Fugatti. La Svp - in cambio della garanzia che poi la Lega avrebbe approvato il disegno di legge Locher e ben sapendo che l'emendamento non sarebbe passato - ha votato a favore, ma il documento è stato bocciato, tra gli altri, da FdI, Angelo Gennaccaro e dalle minoranze.

Pro e contro i tre mandati

Caramaschi spara a zero con chi in parlamento ha deciso "di limitare i mandati dei sindaci ma non i propri", costringendo il Consiglio regionale ad adeguarsi; arrivando a parlare di "violenza istituzionale" (l’intervista di Antonella Mattioli a Caramaschi sull’Alto Adige oggi in edicola).

Ma cerchiamo di capire come e perché hanno votato i rappresentanti altoatesini del gruppo italiano in Consiglio regionale. Il vicepresidente della giunta provinciale Marco Galateo e la consigliera Anna Scarafoni, entrambi di FdI: «Abbiamo votato a favore della legge Locher ma contro il terzo mandato previsto dall'emendamento della Lega, per scongiurare il rischio di ricorsi. Non si possono far candidare le persone nell'incertezza del diritto». Pur condividendo almeno in parte la legge Locher, il consigliere del Pd Sandro Repetto si è astenuto per ragioni tecniche, dettate dalla volontà di evitare il rischio di bocciature: «Non è il massimo, ma così scongiuriamo il pericolo di impugnazioni». Contrario invece al terzo mandato: «Lo prevede anche lo statuto del Pd per i ruoli monocratici e comunque l'esperienza mi dice che chi ha provato a fare il terzo mandato è stato bocciato dall'elettorato (l'ex sindaco Giovanni Salghetti Drioli) o non è riuscito a trovare la maggioranza (l'ex sindaco Luigi Spagnolli)».

L'assessore provinciale Christian Bianchi ha votato a favore dell'emendamento voluto dai leghisti trentini sul terzo mandato, senza però crederci troppo: «Perché è di fatto il meno produttivo. Nel primo si parte a vele spiegate; sei il nuovo, vuoi dimostrare di fare. Il secondo mandato ti consente di realizzare progetti. Nel terzo si dovrebbero tagliare i nastri. Ma il motivo non è sufficiente per giustificarlo. Non hai più energia da mettere in campo per nuove iniziative. Anche per questo, a distanza di un anno, dico che è stata una scelta lungimirante lasciare il Municipio per la Provincia. Ciò garantisce a Laives e Bassa Atesina la possibilità di avere in me un punto di riferimento sicuro». Assolutamente non contrario al terzo mandato l'assessore regionale Angelo Gennaccaro (Civica): «Credo che 15 anni siano il lasso di tempo necessario per portare a termine i progetti». Tanto che - un mese fa - in Commissione dei Sei ha votato a favore della proposta di norma di attuazione che prevede appunto tre mandati. Ma la norma è ferma, non è ancora arrivata all'approvazione del governo. Per questo ha votato contro l'emendamento leghista: «Senza una norma di attuazione, la nostra legge sarebbe esposta al rischio ricorsi». A.M.