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BOLZANO. L'ex Inps di piazza Vittoria ha appena cambiato proprietà - dall'istituto previdenziale alla Provincia - ma è già sotto pressione. E lo è la cornice della destinazione d'uso dei suoi spazi: palazzo Widmann vuole metterci gli uffici di Alto Adige riscossioni e solo una porzione (non più di 50 posti letto) riservarla agli studenti fuori sede.
Il Comune protesta. «È miope la decisione di usare un luogo così strategico per la burocrazia, che si guardi invece alle reali esigenze della città», tuona l'assessore Juri Andriollo. E guarda all'emergenza casa per lavoratori (dunque aziende in crisi di attrattività) e Lub. A sua volta l'università non entra ufficialmente nel merito della suddivisione degli spazi ex Inps, ma guarda agli scenari che si stanno configurando intorno alla questione. «Anche dopo il passaggio di consegne per i bandi nei confronti nei privati costruttori tra ente provinciale e municipio», osserva il direttore generale Günther Mathà, «tutti i nostri indicatori previsionali dicono che per l'anno accademico 2024/25 ci trasferiremo nella nuova facoltà di Ingegneria al Noi, ma per allora non ci saranno ancora gli studentati necessari». Intende, Mathà, per ospitare le 500 persone che vi confluiranno. È dentro a questa asimmetria tra programmi di sviluppo dell'ateneo e risposte della politica e della città che si sta configurando anche il futuro di un edificio per il quale l'ente pubblico ha pagato quasi 14 milioni di euro, insieme al palazzo di via Pacinotti 3 destinato alla protezione civile, più un ammontare di circa 1,2 milioni da aggiungere per registrazione e stipula del contratto.
«Meglio averlo comprato noi a questo prezzo», ha spiegato il presidente Arno Kompatscher, «piuttosto che indurre l'Inps a porlo sul libero mercato». Intendendo che la sua immissione nel circuito pubblico avrebbe consentito di fare economie di scala su vari fronti. In particolare quello sociale. «Gli uffici riscossione potrebbero ricollocarli in luoghi urbanisticamente meno strategici e centrali», incalza Andriollo, «e rispondere invece a una domanda che non trova risposta. Ora l'edificio ex Inps si affianca a quello della Regione in via Duca d'Aosta e a quello in piazza Università, come icona del sotto-utilizzo di un patrimonio pubblico per arginare l'emergenza alloggi. Si chiede un piano di interventi provinciali e, per tutta risposta, si lasciano vuoti enormi spazi o gli si riempie con uffici».
Il fronte che si è aperto in piazza Vittoria pare essere il prodromo di un confronto sempre più aspro tra Comune e Provincia soprattutto nello scenario di una prossima giunta a trazione destra-destra a palazzo Widmann.In realtà, guardando al caso ex Inps nell'ottica del funzionariato provinciale, lo scenario assume contorni finanziari stringenti. «La ricollocazione delle Riscossioni in piazza Vittoria naturalmente si può discutere», spiega il segretario generale della Provincia Eros Magnago, «ma l'alternativa sarebbe che il Comune pagasse allora i 230mila euro di affitto annuo che sborsiamo ora per i locali in zona Piani». Magnago intende che non andrebbe sottovalutato il risparmio dovuto al prossimo passaggio degli uffici in un edificio di proprietà pubblica.
«Capisco l'obiezione», replica Andriollo, «ma io insisto: è stata una scelta politica. Le alternative per Alto Adige Riscossioni sono innumerevoli altrove. Trasformare l'ex Inps, vicina alla Lub e al prossimo Polo, in luogo di approdo di studenti e personale specializzato nell'innovazione, era un chiaro messaggio: Bolzano nei suoi spazi centrali e nei suoi edifici più di prestigio deve diventare un luogo di innovazione e di attrazione di intelligenze creative. Ma la Provincia guarda ancora alla città come a un corpo estraneo». P.CA.


