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BOLZANO. Non ci sarà la serrata obbligatoria di negozi e centri commerciali la domenica e nei giorni festivi. Si potrà arrivare a un calendario di chiusure, eventualmente tarato in base al territorio, «con possibili eccezioni per i centri commerciali» (così il senatore Meinhard Durnwalder, Svp). Soprattutto, «non accadrà né domani né dopodomani, andiamo piano con i facili entusiasmi», così il presidente Arno Kompatscher. Archiviati i festeggiamenti per l'approvazione della riforma dello Statuto di autonomia del Trentino Alto Adige, si passa alla fase operativa.
Il tema di orari e domeniche dei negozi si annuncia come uno degli ambiti più scivolosi, perché la competenza provinciale ora esclusiva sul commercio non risolve il nodo giuridico: come coniugare la spinta di una parte del mondo politico, commerciale e sociale locale («Alleanza per la domenica libera dal lavoro») che chiede una regolamentazione di orari e domeniche/festivi con la competenza esclusiva statale sulla concorrenza, che si armonizza con la normativa europea?FdI (soprattutto Urzì, ma pure Galateo) ha già fatto calare il gelo sugli entusiasmi di chi immagina domeniche di nuovo dedicate solo alla famiglia e al tempo libero, con i negozi chiusi.
La Svp sicuramente ha promesso una stretta, ma lo stesso Durnwalder ammette, «la nostra posizione oggi è più forte grazie alla competenza esclusiva sul commercio, ma sugli orari sarà necessaria una trattativa». Questo lo scenario di Kompatscher: «Al di là del tema giuridico, sappiamo che non c'è nulla di scontato, perché vanno contemperati diversi interessi in campo. A Urzì rispondo: se i vincoli della concorrenza sono così rigidi, perché allora in Germani e Austria alla domenica chiudono? Personalmente sono favorevole a una norma di tutela sociale sulle domeniche, consapevole però che serviranno deroghe ed eccezioni, perché ci sono situazioni differenti all'interno del nostro territorio». I prossimi passi
Il gruppo di lavoro
La Svp subito dopo l'approvazione definitiva delle modifiche allo Statuto ha annunciato un gruppo di lavoro. Il segretario politico Harald Stauder anticipa: «Si tratta di un lavoro di approfondimento che in prima battuta spetterà alla giunta provinciale, poi al consiglio provinciale. Alla luce delle nuove competenze esclusive e delle competenze ripristinate andranno riviste le leggi a partire dal 2001 su cui erano insorti i problemi di contenzioso costituzionale. Servirà del tempo». Secondo Durnwalder, i nuovi poteri andranno declinati «attraverso norme di attuazione, più che attraverso leggi provinciali».
Commercio, orari e domeniche
Il punto fuori discussione è che il "nuovo" Statuto attribuisce alla Provincia la competenza esclusiva in materia di commercio. Alessandro Urzì (FdI), relatore alla Camera del disegno di legge costituzionale sulla riforma tiene il punto e ricorda un passaggio chiave: «Durante i lavori preliminari, prima che iniziasse la discussione parlamentare, la bozza prevedeva la competenza sul commercio "compresi gli orari". Nel testo depositato in Parlamento la parte relativa agli orari era stata cancellata. Lo so, perché ero presente alla discussione. Se gli orari sono stati eliminati è perché si è ritenuto che invadessero l'ambito della libera concorrenza, disciplinato dall'ordinamento Ue. Se vogliamo aprire una discussione su orari e domeniche facciamolo pure, ma le cose stanno così». Marco Galateo (FdI), assessore al Commercio conferma: «C'è una spinta alle chiusure domenicali per aiutare i piccoli negozi di vallata che fanno fatica a reggere un calendario così largo, ma dobbiamo pensare anche alle esigenze diverse che ci sono a Bolzano». Durnwalder ribadisce: «La Provincia ora è più forte. Si potrà riprendere la norma di attuazione ferma da quasidue anni, approvata dalla Commissione dei 12, ma non licenziata dal Consiglio dei ministri (proprio per il tema della normativa sulla concorrenza, ndr)». La norma, ricorda Durnwalder, non prevedeva una rivoluzione: «Il consiglio provinciale avrebbe dovuto stilare un calendario di chiusure domenicali e festive. Si pensava anche a possibili deroghe per i centri commerciali». E il tema della concorrenza? «Secondo me, si andrà a una trattativa con basi giuridiche più forti».


