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BOLZANO. Frizioni in maggioranza sulla tassa sui cani: i partiti si posizionano in uno spettro che va dall'appoggio alla barricata. Ma Luis Walcher tira dritto. Il testo ancora non è definito e si può ipotizzare qualche aggiustamento, anche un dialogo con gli albergatori sulla tassa di soggiorno, ma la direzione è inequivocabile e, nei piani dell'assessore, prenderà la forma di un disegno di legge da portare in Consiglio in novembre.
«Sto lavorando sull'argomento e anche sul testo», avvisa Walcher. Ha il sostegno del suo partito, la Svp, ma non di Forza Italia, della Civica, pronta a chiedere correttivi, e nemmeno di Fratelli d'Italia, stando alle prime dichiarazioni. A Trento invece l'assessore leghista Roberto Failoni rassicura gli operatori del turismo: «Finché ci sarò io, in Trentino non ci sarà mai una tassa di soggiorno sui cani».Il presidente Arno Kompatscher non si esprime, «per il momento», precisa.
Nessuno vuole ripetere l'esperienza della legge sulla profilazione genetica e rifare il giro della satira mondiale. La comparsa della notizia della tassa sul sito web della Cnn è più che un'avvisaglia, e gli strascichi polemici sulla questione del Dna non si sono ancora esauriti. Allo scadere della proroga il prossimo 31 dicembre, scatteranno le sanzioni per i 30mila proprietari di cani che non hanno mappato il Dna dei loro amici a quattro zampe.
L'Ordine dei veterinari, contrario fin dall'inizio alla profilazione genetica, dell'ipotesi di una tassa ancora non ha discusso. «L'introduzione di una tassa di soggiorno è la strada giusta. È giusto che paghino tutti, non solo gli altoatesini», così il presidente Franz Hintner, «Per quanto riguarda la tassa annuale, la cifra di 100 euro non è definitiva. Immagino che ci saranno eccezioni o riduzioni per alcune categorie».Intanto, dalla Svp, il capogruppo Harald Stauder dichiara che «in linea di principio siamo assolutamente a favore della introduzione di una tassa». Tanto più che di 14.550 lettori del portale online Stol, il 73% ritiene la tassa sui cani una buona idea. «Non facciamo politica sui sondaggi, ma è un dato.
E finora nel partito non ho sentito rimostranze», asserisce Stauder. La voce contraria, e non alla tassa annuale di 100 euro per gli altoatesini proprietari di cani ma alla tassa di soggiorno di 1,50 euro, è quella della Hgv. Per l'Azienda di soggiorno, il presidente Roland Buratti è «in attesa di conoscere la proposta: il nostro scopo è quello dell'accoglienza, ma la Provincia avrà le sue ragioni».Stauder garantisce che la proposta di tassare i proprietari di cani è stata portata in una riunione di maggioranza (Angelo Gennaccaro della Civica, assente in quella occasione, parla di una «misura da ripensare»). Intervistato, il vicepresidente Marco Galateo (FdI) assicura invece che nelle sedi del caso quel progetto non è mai transitato. Ma se la mappatura genetica «è una tassa occulta», dice, «non credo che svelare la tassa sia la soluzione, perché tutti sappiamo quanto bene facciano gli animali domestici alla salute dei loro proprietari. Mi piace di più immaginare forti multe per i maleducati. Non so se la legge arriverà in Consiglio. Bene ha fatto Walcher a sollevare il tema, altrimenti a gennaio le multe partono e non si può tornare indietro».Il forzista Christian Bianchi sottolinea che la proposta «non è mai stata portata in giunta né presentata ufficialmente».
Calca sulle ragioni di tante famiglie e soprattutto delle persone anziane. Piuttosto, avrebbe rilanciato la legge già in vigore «dando un nuovo termine perentorio per fare la profilazione del Dna», dice. Da molto tempo FI è contraria alle tasse sui cani. Diverso è il discorso di Ulli Mair (Freiheitlichen), che parte dalle multe per la mancata mappatura del Dna. «Se la legge fosse applicata così com'è - osserva - 30mila persone dovrebbero essere multate, mentre i turisti non ne sarebbero toccati. Applicare la legge in questo modo è tutt'altro che giusto». L'assessora preme perché se ne parli in maggioranza e avvisa: «Se qualcuno ha suggerimenti migliori, siamo aperti alla discussione, ad esempio su come rafforzare i controlli e con quale personale. Una eventuale tariffa deve includere anche i turisti». Nel frattempo, tra FdI e Freiheitlichen scoppia la lite.
La provocazione della capogruppo di FdI Anna Scarafoni («piuttosto, tassare le mucche») ha aizzato gli alleati. Ulli Mair evidenzia che la collega Scarafoni «dimostra una scarsa comprensione della situazione della nostra provincia», mentre Roland Stauder accusa «uno schiaffo agli agricoltori sudtirolesi». Gelo anche nella Svp.


