BRESSANONE. Pensava di avere ormai messo a segno il colpo, dopo aver convinto un'anziana a consegnargli i gioielli di famiglia. Ma ad aspettarlo, nascosti nell'appartamento della donna, c'erano i veri carabinieri. È finita con due arresti in flagranza la truffa del finto militare organizzata ai danni di una 83enne di Bressanone. In manette sono finiti un uomo di 31 anni e una donna di 44, entrambi italiani, bloccati mercoledì 21 ottobre al termine di un'operazione preparata dopo la segnalazione della vittima.

Tutto è cominciato la sera precedente, quando l'anziana ha ricevuto la telefonata di un uomo che si spacciava per un ufficiale dell'Arma. Con il pretesto di una presunta emergenza giudiziaria, le aveva ordinato di raccogliere denaro contante e gioielli, da consegnare la mattina successiva a un incaricato. La donna, però, ha intuito il raggiro e ha immediatamente avvertito la centrale operativa dei carabinieri. I militari hanno così organizzato un servizio di sorveglianza all'interno e all'esterno della sua abitazione, nella zona di Elvas.

La mattina seguente i truffatori hanno continuato a tempestare l'83enne di telefonate, sia sul fisso sia sul cellulare, per tenerla sotto pressione. Intorno alle 10.20, il 31enne è entrato nell'appartamento e ha preso i monili d'oro preparati per la consegna. Proprio in quel momento i carabinieri, rimasti nascosti in casa, sono usciti allo scoperto, bloccandolo prima che potesse fuggire. Contemporaneamente, una seconda squadra ha fermato la complice, che lo attendeva al volante di un'auto con il motore acceso e il navigatore impostato sull'indirizzo dell'anziana.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di diversi telefoni cellulari, tra cui uno configurato per coordinare le operazioni attraverso WhatsApp, e di un sistema wireless per l'ascolto a distanza. Tutti i gioielli sono stati recuperati e restituiti alla proprietaria. I due arrestati sono stati accompagnati nelle camere di sicurezza del Comando provinciale di Bolzano, a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa del processo per direttissima. Decisiva, sottolineano i carabinieri di Bressanone, è stata la prontezza dell'83enne nel segnalare subito il tentativo di truffa.