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BOLZANO. Ivo Rabanser aveva salvato sul proprio telefono cellulare le immagini, prese da internet, raffiguranti sia la casa in cui viveva suo fratello Martin sia le immagini di Facebook dei suoi familiari: la madre, il fratello, la cognata e la sorella. Gli otto screenshot erano stati eseguiti fino alla settimana prima del giorno in cui l'uomo si presentò proprio a casa del fratello Martin, in piena notte a Selva di val Gardena, per accoltellarlo. Il dettaglio è emerso nelle motivazioni della sentenza di condanna a 8 anni di reclusione depositate oggi (28 febbraio).
La sentenza, con rito abbreviato, si riferisce ai fatti del 30 ottobre 2021 quando il 42enne accoltellò il fratello ferendolo gravemente. In merito al movente, la sentenza fa riferimento a «rancori soggettivi verso il fratello, mai sopiti, risalenti all'età adolescenziale, covati a lungo, irrisolti e persistenti anche al momento dei fatti, in alcun modo riconducibili al fratello Martin, dalla cui vita Ivo Rabanser era sparito dal lontano 1997".


