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TERMENO. Sono almeno 55 gli alloggi in arrivo nel breve-medio periodo a Termeno: due progetti immobiliari riguardano altrettanti alberghi dismessi, mentre un terzo coinvolge invece la Curia, che vorrebbe trasformare in appartamenti una zona di pregio, attualmente adibita a vigneti, in via Caldaro.
Gli hotel dismessi
«Per gli alberghi dismessi - spiega il primo cittadino Wolfgang Oberhofer - in un caso siamo già a buon punto mentre nel secondo bisognerà attendere un po’ di tempo in più. Ma la strada da questo punto di vista è segnata da parecchi mesi».
Di sicuro a Termeno, anche per una questione di costi, sono sempre di più i residenti che preferiscono il mercato privatorispetto all’edilizia agevolata, complice il farraginoso iter da seguire.
«Anche dal punto di vista burocratico - sottolinea il sindaco - i tempi sono ridotti. Mettersi in cooperativa, attendere la graduatoria, comprare un terreno con altri soci e attendere gli sviluppi di un progetto è sicuramente più lungo e complesso. Gli alloggi privati sono invece chiavi in mano: l’impegno da parte dei residenti è oggettivamente inferiore. E pertanto posso comprendere questa scelta che, se vogliamo, rappresenta anche una nuova tendenza».
Appartamenti in arrivo anche in via Caldaro, dove oggi ci sono vigneti. La Curia in via Caldaro ha in programma una quindicina di appartamenti a prezzo d’acquisto prefissato e calmierato - come prevede la nuova legge provinciale - mentre sulla parte restante del terreno (la variazione urbanistica è già stata approvata in consiglio comunale) l’idea è proprio quella dell’edilizia agevolata.
«Il problema - conclude il sindaco - è che ci sono solamente cinque iscritti. Dobbiamo valutare se far partire o meno questi ultimi da soli. Probabilmente sarà così».
Di sicuro le villette a schiera che si realizzavano un tempo in periferia oggi sembrano una lontana chimera. Si punta più a mini condomini in cui far convivere più nuclei familiari. Si mira da un lato a consumare meno terreno e dall’altro a spendere cifre abbordabili.
Anche in periferia “mettere su casa” anche su terreni agevolati costa spesso oltre mezzo milione di euro.


