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BOLZANO. «I soldi ci sono. Vorrei fare di più per under 35, ceto medio e anziani. E poi Bolzano soffre di una cronica carenza di aree per nuove case». Francesca Tosolini, presidente Ipes, ricorda che il bilancio di previsione 2025 dell'Istituto di edilizia sociale, è salito a 70,127 milioni. «Previsti 26,3 milioni per nuovi edifici. Quasi 44 per la manutenzione straordinaria, 15 per il personale mentre le entrate degli affitti salgono a 45 milioni». Più di 1.500 le domande di chi aspetta una casa in Alto Adige, di queste 1.100 su Bolzano. E i Comuni dove la richiesta è più elevata sono Merano, Laives Brunico e Bressanone. Nell'ultimo anno poi sono stati consegnati in tutta la provincia 460 alloggi.
Presidente, quanti appartamenti possedete? Quanti gli inquilini? Quanti di questi gli stranieri?
Gli inquilini Ipes, per numero, rappresentano la terza città dell'Alto Adige. Abbiamo circa 13.500 appartamenti abitati da 30 mila persone. Un esercito. A Bolzanogli stranieri sono il 6% del totale, circa 1.800. Le casde circa 6.500. Ogni anno a livello provinciale viene determinato un contingente di alloggi assegnabili a cittadini extracomunitari. La quota viene determinata in base alle domande, alla percentuale di extracomunitari presenti sul territorio e agli alloggi disponibili.
Gestire case non è semplice, significa anche gestire relazioni
Per noi gli inquilini non sono numeri. Dietro ogni porta, ogni contratto ci sono storie di vita: famiglie, giovani coppie, anziani soli, lavoratori che arrivano da lontano. Il nostro è un ruolo sociale profondo che richiede attenzione, empatia e forte senso di responsabilità. Una responsabilità che non riguarda solo gli edifici, ma le comunità che li abitano.
Lei ha detto che i fronti più urgenti sono giovani, ceto medio e anziani. A che punto siete?
Gli under 35 hanno bisogno di opportunità concrete per costruire il futuro qui. La legge provinciale ha introdotto il modello "Abitare giovane": un sostegno concreto che consente di avviare una vita autonoma con costi sostenibili. Ogni alloggio consegnato a un giovane è un investimento sul futuro di questa terra, significa trattenere energie e competenze sul territorio. Il primo progetto è stato avviato a Laives e sarà replicato anche su nuove costruzioni o edifici esistenti. Accanto ai giovani, l'Istituto guarda alle famiglie con redditi intermedi, il famoso ceto medio, spesso escluse dall'edilizia sociale ma in difficoltà sul mercato libero. Per loro è stato introdotto il canone sostenibile, una formula innovativa che garantisce affitti accessibili a chi se ne sta "schiacciato" tra i due sistemi. Lo abbiamo già avviato a Bolzano e Merano a ottobre partirà il bando per Bressanone e via via si estenderà a tutto il territorio. L'esigenza è reale e diffusa.
Quindi gli anziani…
Molti vivono in appartamenti troppo grandi e non più adatti alle loro esigenze, ma faticano a lasciare la casa dove hanno cresciuto i figli o dove custodiscono i ricordi. Il nostro obiettivo non è togliere, ma dare: più sicurezza, meno solitudine, maggiore qualità di vita. E al tempo stesso le abitazioni che si liberano tornano a disposizione delle famiglie. È un vero patto tra generazioni.
Sono anni che soprattutto Bolzano soffre di una cronica carenza di aree. Come se ne esce?
Sono anni che il Comune non mette a disposizione nuove aree. Mi appello al sindaco Claudio Corrarati, che so avere particolarmente a cuore l'emergenza abitativa della città, affinché metta a disposizione terreni oggi per poter progettare e realizzare nuovi edifici. Ricordo che ci vogliono anni. Le aree ad oggi disponibili sono sempre quelle. I 65 alloggi in costruzione ad Aslago dell'ex collegio "Lehrlingsheim". Ancora tutta aperta la discussione sull'area di via Aslago per le famose sei palazzine - di cui due di proprietà di privati - oggi ci sono poco più di 50 appartamenti, per realizzarne di più e passare a 170 - 180 alloggi come ci viene richiesto, è necessario che il Comune aumenti l'indice di cubatura. Ne parleremo a breve col sindaco. Altri 30 alloggi sono in attesa di essere costruiti a Druso Est nella "Torre" mentre in via Maso della Pieve sono stati consegnati 15 alloggi a canone sostenibile. In fase di discussione l'area dei Bagni di Zolfo, per la quale stiamo attendendo modifiche al Puc, possibile destinazione una casa albergo. In tutto il territorio sono previsti diversi nuovi cantieri, appena consegnati alloggi a Bressanone Vipiteno Terlano, mentre a Laces ed Egna saranno consegnati entro fine anno.
Il sindaco dice che l'Ipes deve accelerare sulle ristrutturazioni. Non importa che l'edificio sia Casa Clima A, fondamentale invece che tanti cittadini in lista d'attesa abbiano un tetto.
Stiamo creando un sistema più snello che ci permetta di dare risposte più celeri e puntuali ai cittadini. Ma dobbiamo essere sinceri e non nascondere le difficoltà. Una delle principali riguarda i tempi delle ristrutturazione. Quando un alloggio si libera, necessita di interventi complessivi per impianti e sicurezza che richiedono procedure burocratiche e gare d'appalto che allungano i tempi, lasciando gli appartamenti sfitti anche a lungo. Ogni casa che rimane vuota è un'opportunità mancata per una famiglia in attesa. Il nostro impegno è ridurre al minimo tempi di sfitto e disagi perché ogni alloggio non utilizzato pesa sull'Istituto e sulle famiglie che attendono una casa.
Manutenzione straordinaria, quali sono i numeri?
Sono 10.000 i soli interventi di manutenzione ordinaria effettuati in un anno a cui si aggiungono manutenzione straordinaria e situazioni emergenziali. Parliamo di un patrimonio che per la maggior parte è stato realizzato prima degli anni '80, che oggi necessita di manutenzione straordinaria, programmata, pianificata e che richiede tempo. Intervenire contemporaneamente su tutti gli immobili non è possibile. Con la manutenzione straordinaria stiamo andando avanti bene. Assegnati lavori che interessano 130 alloggi tra via Similaun via Bari, via Resia, da cui si inizierà da un primo lotto per poi proseguire con gli altri e con l'autunno il risanamento coinvolgerà anche i garage di via Resia 28-34. Si tratta di interventi più strutturali che coinvolgono facciate sostituzione infissi e cappotto termico. A Merano abbiamo altri interventi strutturali per circa 150 alloggi tra via Damiano Chiesa e via Manzoni, in fase di gara la realizzazione di nuovi 7 alloggi in via Damiano Chiesa. A pesare anche guasti agli impianti, come ascensori citofoni o cancelli che creano anche problemi di sicurezza agli inquilini. Spesso si tratta di danni provocati da atti vandalici su cui è necessario intervenire più volte, con tutte le difficoltà anche a reperire ditte per non parlare dei pezzi di ricambio.
Nell'ultimo anno l'Ipes ha eseguito in tutta la provincia 24 sfratti, la gran parte per morosità e gravi violazioni del regolamento. Dati in aumento
La maggior parte dei nostri inquilini vive rispettando le regole e contribuendo a una buona convivenza: a loro va il nostro riconoscimento. Ma chi non lo fa deve sapere che rischia di perdere la casa. L'aumento degli sfratti dimostra che il rispetto delle regole non è un optional, ma un dovere verso la comunità, è un risultato che non è frutto del caso, ma del lavoro costante di prevenzione, controllo e presidio del territorio grazie al sostegno e supporto della Polizia di Stato e della Polizia municipale.


