BOLZANO. “La decisione di aumentare del 200% l’accisa sul gasolio con la Legge di Bilancio 2026 infligge un colpo durissimo a migliaia di micro, piccole e medie imprese del trasporto merci, alimentando l’inflazione e minando la competitività”. È l’allarme lanciato da Marco Barchetti, presidente di CNA Trasporto Merci Trentino Alto Adige, che chiede al governo di rivedere una misura considerata “insostenibile per il comparto”.


Secondo CNA Fita, l’incremento dell’accisa da 1,5 a 4,05 centesimi di euro al litro — pari a un aumento complessivo del 200% rispetto alla previsione originaria — rischia di compromettere l’equilibrio economico di migliaia di imprese, in particolare quelle che operano con veicoli di piccola portata, sotto le 7,5 tonnellate.

“Queste aziende – sottolinea Barchetti – devono poter recuperare interamente l’accisa, come già accade per i mezzi più pesanti. In caso contrario saranno costrette ad aumentare le tariffe di trasporto, con effetti diretti sull’inflazione e sulla competitività del sistema”.


Il provvedimento, inserito nel testo della Legge di Bilancio 2026, modifica unilateralmente i termini dell’allineamento tra l’accisa sul gasolio e quella sulla benzina, già stabiliti nel 2025 con un percorso graduale di incremento annuale tra 1 e 1,5 centesimi al litro fino al 2029.


L’aumento, spiega la categoria, colpisce con particolare durezza i mezzi di piccola portata che non beneficiano di alcun meccanismo di recupero. In Alto Adige sono circa 2.000 i veicoli interessati, mentre a livello nazionale se ne contano oltre 181.000. Per il comparto, l’impatto del nuovo aumento si tradurrà in un aggravio di spesa di oltre 24 milioni di euro rispetto alle stime precedenti.