BOLZANO. Treni in ritardo, strapieni, cancellati all'ultimo senza spiegazioni e con informazioni errate sul sito. La protesta dei pendolari non si ferma: «Tutti i giorni sopprimono corse, ci sono ritardi di 10-15 minuti, non sai se andrai a lavorare in tempo pur scegliendo quello prima».L'assessore provinciale alla mobilità - Daniel Alfreider - non fa sconti: «Chi usa il treno ogni giorno deve potersi fidare del servizio. Chiediamo a tutti i partner di lavorare a soluzioni concrete». La massima priorità? «Migliorare le infrastrutture e l'informazione ai passeggeri che devono capire cosa sta succedendo». I soggetti coinvolti - riuniti a palazzo Widmann - hanno fatto il punto della situazione ferroviaria in Alto Adige: presenti Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Strutture trasporto Alto Adige (Sta) per le infrastrutture; Trenitalia e Sad per l'esercizio ferroviario.

Infrastrutture obsolete e mancano 71 addetti Le criticità? «Infrastrutture datate - dice l'assessore -. I soldi ci sono - il Piano della mobilità sostenibile 2035 prevede investimenti per circa due miliardi - ma ci aspettano anni pesanti, di cantieri e disagi. Dovrò parlare con i sindaci». Altra nota dolente la carenza di personale: mancano 71 addetti su 400, non si trovano perchè i giovani non amano i turni e c'è il patentino. Si fa grandissima difficoltà.

Dal 1 giugno al 17 ottobre soppresse 1.259 corse Ogni giorno in Alto Adige bus e treni percorrono 140 mila chilometri, più di tre volte il giro della terra. I viaggiatori sono 130 mila. Tra il 1° giugno e il 17 ottobre su 38.625 corse programmate ne sono state soppresse 1.259 (3,3%). Poche rispetto alla massa - dicono i responsabili - ma se viaggi su quel 3.3% sono dolori. Le cause? Diverse: problemi alle infrastrutture, guasti ai convogli, tre tipi di corrente, sovraccarico delle linee dovuto ai merci dopo la chiusura del Tarvisio, gente che cammina sui binari, viaggiatori intemperanti, problemi sanitari a bordo, scioperi, eventi meteo e animali travolti. Il direttore della Divisione ferroviaria di Sad Maurizio Chiusa, dice che sono in aumento le cause di forza maggiore che obbligano a fermare il convoglio e che provocano disservizi da eliminare. É poi aumentato il traffico merci sull'asse del Brennero ed i cantieri provocano rallentamenti alla circolazione. Problematici poi i 40 passaggi a livello presenti.

Bolzano - Merano: tratta molto critica «La tratta Bolzano - Merano - dice Alfreider - è molto critica. Per fortuna è in corso il raddoppio della linea, nel frattempo dobbiamo lavorare all'orario. Meno treni ma più grandi, a due piani, in grado di trasportare più passeggeri». Tra i prossimi passi figurano - infatti - il confronto con Rfi sull'orario Bolzano-Merano e ancora l'intervento di esperti Alstom a Malles e un coordinamento più stretto dei lavori infrastrutturali e di manutenzione. Il direttore generale di Sta, Joachim Dejaco, sottolinea dell'importanza dell'elettrificazione della ferrovia della Venosta: «Siamo passati dal diesel all'elettrificazione a nuovi e complessi sistemi digitali». Ma occorre tempo per la messa a punto di una realtà che è stata stravolta.

Carenza di personale Roger Hopfinger direttore regionale di Trenitalia ha sottolineato, in rappresentanza del Gruppo FS, l'importanza e la difficoltà che c'è sul territorio ad assumere personale qualificato: «Ci mancano 71 dipendenti su un organico di circa 400 persone». «Non tutto si risolverà dall'oggi al domani - chiude Alfreider - ma ciascuno conosce le proprie responsabilità. Conta lavorare insieme perché le persone possano vedere progressivamente miglioramenti nella puntualità e nell'affidabilità. La massima priorità - chiude - sarà data al miglioramento dell'informazione ai passeggeri». C'è anche la app. «Non è accettabile che non funzionino a dovere».