BOLZANO. Nel giorno in cui il Fai - Fondo ambiente italiano - con la sua delegazione altoatesina entra e riscopre uno degli spazi anche monumentali più iconici della città, il tribunale si avvia ad una nuova fase di riqualificazione. Stanziati dieci milioni per riprendere in mano soprattutto la sua ala est, verso corso Italia, agendo sulla pavimentazione, gli accessi e altri spazi che attendevano da anni un intervento che desse, oltre a maggior sicurezza, l'abbrivio per una più certa garanzia di tenuta futura.

A questo, ecco l'altra notizia, il transito dal bilancio regionale all'operatività della Provincia di trenta milioni per il progetto Polo giudiziario: «Quest'ultima operazione, nel quadrante del tribunale, è pronta per essere avviata - rivela Christian Bianchi - mentre il nuovo cantiere per i lavori in vista di una completa riqualificazione del tribunale sono stati già iniziati parzialmente e lo saranno nell'insieme tra pochi giorni».

Da quando l'edificio è passato dallo Stato alle competenze autonomistiche le operazioni di ristrutturazione sono state accelerate: «Lo riconosce - aggiunge l'assessore al Patrimonio - la stessa presidente del nostro tribunale».

Come pure una stretta collaborazione tra strutture interne del palazzo di giustizia e gli uffici che hanno avviato i cantieri. I quali, ecco il punto, incidono sulla conservazione attiva di uno degli edifici che più hanno connotato la Bolzano razionalista, nella sua "addizione" oltre il Talvera. Costituendo, il tribunale, un insieme di straordinaria importanza urbanistica e architettonica accanto al gemello frontale degli uffici finanziari, prima sede del Fascio.

Ed è stato proprio questo il focus della nuova iniziativa Fai che porta, come accade da anni per le sue "Giornate", alla riscoperta di luoghi e monumenti per lo più chiusi al pubblico con visite strutturate e accompagnatori esperti. Il palazzo di giustizia bolzanino è qui dal 1939. Poco prima dello scoppio della guerra dunque, quale estrema addizione al grande progetto della "nuova Bolzano" che era sorta di fronte alla vecchia, annidata nel centro storico.

È di Paolo Rossi de Paoli, l'idea. Caratterizzata da una facciata principale concava, un grande portico e l'enorme scalinata monumentale con rivestimenti in travertino e mattoni a vista. Quasi un tempio "laico" che doveva dialogare a distanza con quello religioso, a pochi passi: la chiesa di Cristo Re. Altro progetto del razionalismo bolzanino. La visita del Fai non giunge a caso.

«Si tratta di una rete di percorsi - spiega Mirko Frainer il capo delegazione bolzanino - che si prefigge di intercettare edifici e luoghi di varie epoche, senza preclusioni. E dunque dalle chiesette gotiche che fanno cerchia alla città, alle testimonianze del modernismo razionalista».