BOLZANO. Tumori in Alto Adige. «I dati non vanno male, ma invitiamo i cittadini a fare prevenzione. Quando vi arriva la lettera di screening non lasciatela nel cassetto». Michael Mian - direttore del Registro tumori - dice che contiamo circa nuovi 3.600 casi l'anno.
«Stiamo aggiornando i dati, lavoro necessario». Il primario di Oncologia del San Maurizio - Luca Tondulli - reduce dal congresso dell'Esmo (European Society for Medical Oncology), parla della nuova frontiera delle cure. «In Spagna è stata disegnata la pratica clinica del domani ed erogata formazione di alta qualità. Di fondamentale importanza per la nostra realtà avervi preso parte. Sono emerse molte novità». Ecco le principali che Tondulli sintetizza, usando una terminologia divulgativa. Fondamentale, nel trattamento di molte neoplasie, l'immunoterapia (terapia biologica che attiva il sistema immunitario), associata alla chemioterapia. Fondamentale l'oncologia di precisione che utilizza farmaci a bersaglio molecolare. «Combattiamo con medicinali straordinariamente efficaci». Ma costosissimi. «La mortalità per tumori nel nostro Paese è fortunatamente migliorata (tranne per i tumori del polmone nelle donne e del pancreas in entrambi i sessi), grazie a farmaci più innovativi ma anche, almeno in parte e per determinate categorie di popolazione, grazie alle diagnosi precoci».
Tumore alla mammella
In Alto Adige si registrano più di 400 nuovi casi l'anno. «Le aspettative di guarigione sono cresciute - dice il primario - grazie ad una estesa adesione alle campagne di screening, alla diffusione di test genomici e a strategie terapeutiche sempre più mirate. Si stima che oggi la sopravvivenza a 5 anni sia attorno all'88%. Tra le varie forme di tumore, il cosiddetto "triplo negativo" (rappresenta il 15-20% circa di tutti i cancri del seno e colpisce in genere donne giovani), forma molto aggressiva di malattia, può avere buone chances di guarigione, insieme alle forme HER2 positive, purchè diagnosticate molto precocemente. La possibilità di sopravvivere per questi tumori è superiore a 85%, risultato impensabile solo 5 anni fa. Gli studi dicono che l'immunoterapia associata alla chemio ha un impatto positivo sulla sopravvivenza, ma va sottolineato che una quota di pazienti può beneficiare della sola chemio».
Tumore alla vescica
«Dagli ultimi studi è emerso che per quei tumori che interessano la parete della vescica fare immunoterapia insieme alla chemio, sia prima che dopo l'intervento, aumenta la possibilità di cura e quindi di guarigione».
Melanoma, dato eccezionale
Il melanoma è un tumore visibile a occhio nudo e ha origine da un neo. «Il dato emerso dal congresso è eccezionale, grazie, anche in questo caso, all'immunoterapia. Uno studio aggiornato in pazienti con metastasi conferma alti tassi di remissione della malattia. Possiamo parlare di guarigione definitiva? Ricordo che prima dell'avvento della immunoterapia, le sopravvivenze in media erano di circa 6 mesi. In corso studi che affiancano immunoterapia a "vaccini" che sembrano offrire un buon tasso di risposte durature anche in pazienti che non rispondono ad altre cure. A disposizione nuove combinazioni di farmaci immunoterapici più tollerabili».
Cervice uterina
Il tumore della cervice uterina si sviluppa nella parte inferiore dell'utero. «La malattia è una delle cause principali di morte nelle donne a livello globale. Oggi, la combinazione immunoterapia - chemio aumenta in modo rilevante la sopravvivenza in pazienti con tumore avanzato. Per la prima volta in oltre 20 anni la combinazione è destinata a cambiare lo standard di cura, consentendo di portare a una potenziale guarigione sempre più pazienti».Il primario ricorda che per sconfiggere la malattia è necessario migliorare la copertura vaccinale contro l'Hpv, effettuare lo screening con Pap test o test Hpv e utilizzare nuovi farmaci.
Oncologia di precisione
«L'oncologia di precisione si basa sullo studio della genetica di ogni singola neoplasia e di ogni singolo individuo. Che si trova una terapia personalizzata, quasi "sartoriale", "fatta su misura". Pratica in uso presso il Laboratorio di Patologia molecolare del Servizio di Anatomia del San Maurizio, con cui collaboriamo con grande efficacia ed entusiasmo. Ancora una volta è essenziale individuare il paziente adeguato, poiché non tutti i pazienti e non tutti i tumori possono beneficiarne: ecco perché la condivisione all'interno dei gruppi multidisciplinari di patologia e l'istituzione dei Molecular Tumor Board risultano essenziali. Senza dimenticare che test e farmaci hanno costi molto elevati e quindi vanno ben utilizzati».
Più tumori under 50
Il congresso ha evidenziato un incremento di tumori nei giovani adulti (under 50 anni) a partire dalla fine degli anni Novanta. Perché succede? «Da una parte perché aumentano gli screening, con la possibilità di intercettare tumori in fase precoce. Dall'altro lato perché è riconosciuto il ruolo deleterio di certi fattori. Parlo di determinati stili di vita (fumo, alcol, sedentarietà), sovrappeso/obesità, dieta (cibi raffinati-grassi ecc, basso consumo di frutta e verdura fresche), alcune infezioni virali e inquinamento. Combattiamo il cancro ogni giorno - chiude Tondulli - ma i tumori si possono prevenire con corretti stili di vita. Questo per me è punto fondamentale».

