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BOLZANO. E quest’anno si spengono quaranta candeline. Quattro decenni di televisione privata bolzanina, un’eccellenza nel panorama nazionale delle emittenti locali, che merita di essere sottolineata. Stiamo parlando di Tv33, oggi diretta da Mauro Keller, che dal 2024 si è sdoppiata, sbarcando a Trento, vicedirettore Paolo Mantovan.
Le origini
Cominciamo con un po’ di doverosa storia. È il 1986. Nasce Video Bolzano Canale 33 per iniziativa di Rolando Valerio Boesso. Le trasmissioni partono da un garage a San Giacomo di Laives con un ripetitore che copre solo Bolzano. Negli anni '80 vengono installati nuovi ripetitori per estendere la copertura a Merano e Bressanone. Il canale assume una dimensione provinciale e diventa Video 33. Negli anni '90 la sede si trasferisce in via Cesare Battisti a Bolzano. Viene realizzato un nuovo studio per il notiziario, utilizzato fino al 2011. Nel 2008, poco prima della morte del fondatore Boesso, Video 33 viene rilevata da una cordata di imprenditori altoatesini guidata da Franz Senfter. Nel 2020, Video 33 viene acquisita dal gruppo Telecolor della famiglia Baronio, già operativo in tutta Italia nel settore televisivo. Nel 2024 una nuova compagine di soci, Ixorateam del gruppo Seac e la concessionaria pubblicitaria Media Alpi (gruppo Athesia), acquisiscono la maggioranza della società editrice dell'emittente per allargarne il campo di azione alla dimensione trentina. Vb33 diventa così Tv33 e apre una seconda sede a Trento.
La squadra
Non tutti compaiono in video e in audio, e quindi è davvero il caso di citarli per nome e cognome, perché mai come in un’emittente televisiva il lavoro è corale. Della redazione bolzanina fanno parte il direttore Mauro Keller e i giornalisti Paola Bessega, Alessia Galeotti, Alexander Ginestous e Argentino Serraino. I tecnici sono Mishel Plaku, Manuela Maiorano, Serhii Rusakov, Hendrik van den Driesch, Zoran Velev e Leo Marzola. I collaboratori sono invece Sergio Braghini, Matteo Donagrandi, Walter Taranto e Luca Tommasini.
Il presente
Tolti gli inizi, «ma erano altri tempi», sorvolando sui cambi di gestione successivi, a dare «una bella sveglia» all’emittente bolzanina, come racconta il direttore Keller, è stato il gruppo Baronio, «gente strapreparata, grandi professionalità, notevole know how tecnico». Poi, «di recente si sono aggiunti il gruppo Confcommercio di Trento e la concessionaria pubblicitaria del gruppo Athesia, che hanno dato l’opportunità di aprire a Trento con un organico uguale al nostro, per numero di giornalisti e tecnici. Vicedirettore di grande esperienza Mantovan, poi si è andati a pescare tra i più bravi giornalisti trentini del privato e del pubblico. Si è aperto da un annetto e mezzo, si sta sviluppando bene, ora verranno realizzati i nuovi studi. Sono il terzo player, quindo c’è bisogno di tempo». In Alto Adige, invece, Tv33 è una realtà consolidata: «Rispetto molto la concorrenza, ma hanno a disposizione risorse inferiori. Per quanto ci riguarda, l’editore ci mette in condizione di lavorare bene, con cinque giornalisti, la grande esperienza di Paola Bessega, la professionalità di Alessia Galeotti che mi permette di delegarle molto, poi i due nuovi giovani, bravissimi. Sconsiglio a tutti di fare il giornalista da grande, ma a loro lo consiglio». Appassionati, multidisciplinari.
«E impiegano poco tempo». Come per la carta stampata, per via delle nuove tecnologie anche in tv è cambiato molto negli ultimi anni. «Anche per noi molto lavoro si è spostato online. Da alcuni mesi abbiamo rinnovato il sito, lo curiamo, caricando contributi video. Siamo presenti su Facebook e Instagram. È un gran lavoro». Ancora il mondo della tv non è pronto, così Keller, «ma prima o poi dovremo trasferire tutto sul web, anche le dirette, segnale compreso. Le tv usano ancora l’alta frequenza, significa antenne in giro, trasmettitori. C’è un po’ di timidezza da parte di tutti, ma prima o poi sarà una scelta di comodo dal punto di vista finanziario». Per il resto, negli ultimi anni a cambiare è stata la tecnologia in generale. «Se solo guardi le immagini di archivio girate 7 o 8 anni fa, ti sembra di avere problemi di vista. Ormai siamo tutti abituati all’Hd: massima definizione. Questo ha comportato grandi investimenti».
Passato dalla radio alla tv, Keller spiega che il giornalismo radiofonico rimane tra i più difficili: «Senza l’ausilio delle immagini, devi farti comprendere, essere sintetico; in radio dopo 8 secondi se non catturi l’ascoltatore quello cambia canale. Chi fa bene in radio, è proprio bravo, specie in diretta». Concludendo, Keller spiega: «La tv si porta dietro il pubblico che aveva una volta, che sta invecchiando. Enrico Mentana tempo fa ha detto: non conosco più nessuno che sta a casa per guardare la tv». Due le strade: cercare di intercettare chi fa zapping o fidelizzare su alcuni prodotti. «Noi abbiamo scelto questa seconda strada, il che comporta però il dover mantenere una qualità molto alta. E per una tv privata, con risorse limitate, non è facile. Grazie all’editore abbiamo aggiunto all’informazione anche altri programmi di approfondimento: cucina, sport. L’offerta in tv è molto variegata, il pubblico oggi è più esigente e preparato. E lo smartphone supera tutti in velocità. Ma bisogna continuare a fare giornalismo professionale e professionistico, e farlo bene. C’è differenza, non solo con i social curati da manigoldi, ma anche dai profili social curati da giornalisti. Spesso difettano di professionalità».


