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BOLZANO. Il New York Times ha dedicato un ampio servizio agli alpini impegnati ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, raccontandone il ruolo operativo e organizzativo. L’articolo, firmato da Jason Horowitz con immagini di James Hill, descrive le Penne Nere come una presenza instancabile sulle piste di Cortina d’Ampezzo e delle altre località dove si sono disputati i Giochi, sempre pronta a intervenire con pale e sci per garantire il regolare svolgimento delle gare. Il reportage evidenzia l’attività di circa 1.500 alpini, tra militari e volontari dell’Associazione Nazionale Alpini, impegnati nella preparazione e manutenzione dei tracciati, nella logistica, nei trasporti e nei controlli. Un contributo definito prezioso dal quotidiano statunitense, capace di aggiungere concretezza organizzativa e identità locale a un evento di dimensione internazionale. Nel servizio trovano spazio anche le testimonianze dirette di diversi volontari ed è stato riservato un approfondimento alla storia del Corpo. Tra questi volontari c'era anche il bolzanino Moreno Covallero (terzo da destra nella foto), consigliere sezionale dell’Ana Alto Adige, già in prima fila nell’organizzazione delle Alpiniadi, a febbraio del 2024. Per nove giorni, Moreno ha lavorato insieme ad altre decine di Penne Nere, arrivate da diverse zone d'Italia, garantendo il perfetto funzionamento della gigantesca macchina organizzativa. Cappello alpino e divisa simile a quella degli effettivi: i volontari hanno dato un apporto fondamentale per la riuscita del grande evento. «Un'esperienza intensa e meravigliosa - commenta - che ho vissuto insieme a un centinaio di altri volontari dell'Ana, ospitati nella caserma Lugramani di Brunico, dove siamo stati alloggiati durante i Giochi. Eravamo due gruppi: “Tridentina”, di cui facevo parte io ed eravamo in servizio ad Anterselva, e “Cadore”, che la mattina partiva per Cortina». La partenza verso le varie destinazioni avveniva al mattino, quando ancora il sole era ben lungi dal sorgere. «Ognuno di noi aveva un incarico - continua Covallero - e io ero in servizio sui campi di gara, ma, alla fine, è stato fatto in modo che i compiti fossero a rotazione, così tutti abbiamo potuto operare in diversi settori. Abbiamo lavorato in grande sinergia con il personale dell’Esercito. Molti ospiti stranieri ci chiedevano cosa fossimo, a quale corpo appartenessimo. Da tutti abbiamo ricevuto ammirati complimenti». Non tutti gli alpini, però, indossavano cappello e divisa militare. «C'erano anche quelli del “Team 26” - conclude - che indossavano le divise azzurre e avevano altri incarichi».
Non solo alpini
Altrettanto fondamentale è stato l’apporto dei Vigili del fuoco volontari dell’Alto Adige. A raccontare la portata dell’impegno sono i numeri più che le parole: complessivamente sono stati circa 1.100 i vigili del fuoco in servizio, distribuiti sull’intero periodo delle competizioni. Di questi, circa 250 sono stati impiegati direttamente nel servizio di protezione antincendio all’interno dell’area di gara. Sul posto hanno operato 15 unità operative – tra cui due squadre Ats e due ufficiali di comando – affiancate da altri due ufficiali nella direzione operativa. È stato inoltre garantito un servizio di reperibilità attivo 24 ore su 24 ad Anterselva di Mezzo. Un secondo fronte operativo ha riguardato la gestione dei parcheggi e dell’ordine sul territorio. In questo ambito sono stati coinvolti circa 850 vigili del fuoco, con una presenza diffusa tra Anterselva e Valdaora, per regolare i flussi e supportare l’organizzazione logistica. Le operazioni si sono svolte in condizioni invernali spesso proibitive e con un elevato afflusso di pubblico. Un’attività che è stata pianificata nei minimi dettagli e che ha garantito la copertura antincendio, il coordinamento operativo e la gestione dei servizi accessori durante tutte le fasi delle competizioni. Indispensabile e massiccia anche la presenza dei volontari della Croce Rossa e della Croce Bianca dell’Alto Adige. Un vero e proprio esercito di operatori che si sono mossi con camion, macchine e perfino motociclette per affiancare il personale specializzato dell'Azienda sanitaria dell’Alto Adige e garantire competenza e assistenza sanitaria, e non solo, ad atleti e alle migliaia di ospiti. Circa 150 i volontari della Croce Rossa, arrivati da tutta la provincia. Preziosissimi anche i volontari del Goer, il Gruppo Operatori Emergenza Radio. «Nelle giornate di gare – spiega lo storico presidente Remo Marinconz – eravamo in servizio al Centro operativo provinciale, che ha sede presso l'Agenzia per la Protezione civile, in viale Druso, dove svolgevamo i controlli su chi entrava e chi usciva dalla struttura. Erano impegnati due nostri volontari al giorno». Anche Avis Alto Adige Südtirol, con il presidente Diego Massardi, era presente sabato alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 ad Anterselva. L’evento, oltre al valore sportivo internazionale, è stato occasione per promuovere solidarietà e altruismo. «Le Olimpiadi sono simbolo di unione e spirito di squadra, valori che si riflettono anche nella donazione di sangue, gesto di amore e responsabilità verso il prossimo».


