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BOLZANO. San Maurizio, si cambia. È pronta la riorganizzazione delle due Rianimazioni e del servizio di Anestesia. Dei tre primariati esistenti, ne resterà uno solo. Gli altri due verranno soppressi per creare una sorta di maxi-primariato "ombrello", chiamato a gestire il lavoro di una novantina di medici. In vista novità importanti anche per la dislocazione dei letti. Gli anestesisti non ci stanno.
L'Asl avrebbe stabilito un piano d'azione che sarà operativo entro dicembre e presentato un pacchetto preconfezionato. La riorganizzazione provocherebbe - secondo i diretti interessati - una rimodulazione a cascata che andrebbe a creare una serie di criticità per la gestione del percorso dei pazienti chirurgici che a Bolzano sono circa 14.000 l'anno.
Messner: «La riunificazione garantisce un servizio migliore»
L'assessore alla Sanità Hubert Messner dice che il progetto deve ancora essere perfezionato e discusso: «Incontrerò a breve i medici coinvolti per parlarne. Penso che la riunificazione delle Terapie intensive e del servizio di Anestesia possa garantire nell'immediato futuro ai pazienti un'assistenza completa nell'ambito dell'Emergenza ed Urgenza con la piena funzionalità di tutte le sale operatorie e di tutti gli specialisti necessari».
I medici: «Occorre attenzionealle qualità delle cure»
I medici lamentano di non essere stati coinvolti nella fase decisionale e avvertono: «Dobbiamo fare attenzione alla qualità delle cure ed alla sicurezza dei pazienti che hanno necessità assistenziali diverse. Cresce il rischio di sovrainfezioni batteriche». La proposta aziendale di unire in un'unica struttura la gestione dei pazienti critici ad elevata complessità assistenziale ed i pazienti post-operati si scontra con il parere di molti anestesisti, forti delle indicazioni delle diverse società scientifiche e delle buone pratiche cliniche. Di questo e altro si parlerà questa mattina, in ospedale, nel corso di un'assemblea sindacale dei medici anestesisti rianimatori che si annuncia partecipata, tanto che i vertici del San Maurizio hanno riprogrammato alcuni interventi previsti nella fascia oraria 8-11.Garantite tutte le prestazioni chirurgiche urgenti.
La riorganizzazione
Ma cosa cambia nel dettaglio? Anestesia e Rianimazione 2 - guidata dalla primaria facente funzione Erika Schroffenegger - conta 8 letti e si trova nel vecchio ospedale. Il piano prevede di spostarli nella nuova clinica per accorparli ai 12 letti della Terapia intensiva provinciale PA-ICU, diretta da Marc Kaufmann. Previsto l'ulteriore accorpamento di Anestesia e Rianimazione 1, guidata da Peter Trebo, primario facente funzione. I medici sono d'accordo nella creazione di un'unica Terapia intensiva, ma lamentano problematiche strutturali importanti visto il numero elevato di casi complicati che i sanitari si troverebbero a seguire con personale sempre sotto stress, sia di giorno che di notte. Se è vero che negli altri comprensori Anestesia e Rianimazione hanno un unico primario, è anche vero che si tratta di realtà con esigenze e complessità minori. Non hanno Neurochirurgia, Chirurgia vascolare, Chirurgia pediatrica, la rete ictus, politrauma, infarto ecc…
L'accorpamento
I medici dicono che la non piena disponibilità di locali attrezzati per la Terapia intensiva non consentirà il pieno trasferimento di tutti i posti letto (e del relativo personale medico e infermieristico). La direzione aziendale avrebbe infatti previsto di utilizzare parte dello spazio della "recovery room" (che tratta i pazienti post-operati) per ricoverare pazienti intensivi e sub-intensivi creando di fatto una commistione di pazienti a media degenza (fino a 48 ore) e di pazienti che necessitano di ricoveri brevi, di qualche ora. Secondo la maggior parte degli anestesisti questa soluzione risulterebbe poco efficace per la corretta gestione dei pazienti chirurgici (vengono drasticamente ridotti i posti letto per i pazienti post-operati), mentre risulterebbe poco funzionale e potenzialmente poco sicuro dal punto di vista organizzativo e igienico avere un unico locale per diverse tipologie di pazienti. Il rischio è che si sviluppino sovrainfezioni batteriche. Il confronto tra gli anestesisti oggi avverrà principalmente su questo argomento, ma anche sulla crescente problematica del corretto rispetto del loro orario di lavoro e su altre tematiche che riguardano il benessere lavorativo del personale e la qualità delle cure a pazienti.


