BOLZANO. Notre-Dame è tornata a risplendere con la cerimonia di riapertura dopo il devastante incendio del 2019. Presenti personalità da tutto il mondo, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Donald Trump, il principe William, il presidente ucraino Zelensky. E presente anche un po' di Alto Adige, tra innovazione e tradizione.

Le guglie

Il legno è stato il materiale alla base della ricostruzione della cattedrale dopo il devastante incendio del 2019. Ma quale scegliere per far tornare all'originale splendore le guglie di Notre-Dame? Un importante contributo lo ha dato l'impresa altoatesina Microtec, che produce macchinari in grado di scannerizzare il legno nei minimi dettagli. «Abbiamo sviluppato una soluzione personalizzata, creando dei modelli virtuali delle travi da utilizzare insieme ai modelli degli alberi», spiega il product manager dell'azienda brissinese, Thomas Gagliardi. Grazie a questa innovativa tecnologia, è stato possibile selezionare le querce migliori per ricostruire la guiglia di Notre-Dame, sottolinea con orgoglio Arianna Giudiceandrea, chief sales officer di Microtec: «È stato un grande onore per noi poter dare un contributo a questo straordinario restauro, essere parte dello sforzo di ricostruzione di un simbolo globale di cultura e storia come Notre-Dame».

Le campane

Oltre che per le tecnologie hi-tech delle sue imprese, l'Alto Adige a Notre-Dame è legato anche dalle tradizioni artigiane. Nel 2013, infatti, le campane della cattedrale parigina furono rinnovate. A realizzarle era stata la fonderia di campane Cornille-Havard di Villedieu-les-Poeles, di cui era proprietario Luigi Bergamo. Bergamo era nato a Bolzano nel 1945, in una delle casette delle semirurali. La sua famiglia era poi emigrata a Lione nel dopoguerra. Luigi, maestro d'arte e fonditore di campane, aveva dapprima aperto una piccola fonderia a Dinan, poi aveva rilevato quella di Villedieu-les-Poeles, in Normandia. È la svolta, perché la fonderia inizia a farsi un nome che va ben oltre la Francia e quando a Parigi si decide di rinnovare il sistema campanario di Notre Dame, la scelta cade proprio su quella guidata dal maestro bolzanino. Una commessa, all'epoca, di due milioni di euro che vide la fonderia di Bergamo forgiare otto delle nove campane (la nona fu prodotta in Olanda) in tempo per la festosa inaugurazione del 2013. Ieri una nuova inaugurazione a cui Luigi Bergamo - scomparso nel 2021 - non ha purtroppo potuto assistere.