BOLZANO. Undicimila pazienti l'anno. Risultato importante per l'ambulatorio delle "cure primarie" aperto a dicembre 2019 negli spazi del Pronto soccorso del San Maurizio, per fronteggiare il sovraffollamento.

L'ambulatorio taglia-code - così è stato ribattezzato, affidato a 20/25 medici di famiglia che vi operano a rotazione, è attivo sette giorni su sette dalle 8 alle 24 e si fa carico di tutti i pazienti sottoposti a triage classificati con codici blu e verdi (non urgenti). Pazienti in estrema sintesi che dovrebbero rivolgersi al medico di base, ma che non lo fanno.

Gianni Pontarelli, a sua volta medico di famiglia a Bolzano, specialista in Chirurgia d'urgenza e Pronto soccorso, è responsabile dell'ambulatorio: «Vediamo in media 30 pazienti al giorno. L'anno scorso circa 23. Il numero è in lento, ma costante aumento. I colleghi lavorano per tagliare le attese ed i risultati si vedono».

Ogni anno entrano infatti al Pronto soccorso dell'ospedale quasi 92 mila persone (in media circa 250 accessi al giorno) ma soltanto l'1,57% sono codici rossi (pericolo di vita), il 14% arancioni (criticità elevata), il 34% gialli (criticità media). Per il resto sono codici blu e verdi, nessuna o bassa criticità. Ma come funziona l'ambulatorio? I pazienti in entrata vengono valutati dal "triage", dice Pontarelli, «quelli a cui viene assegnato un codice blu o verde vengono in parte dirottati alle "cure primarie", sempre dentro l'area di Pronto soccorso. Il medico esegue la visita. Se basta a risolvere il problema il paziente viene dimesso, in caso contrario possiamo anche modificare il codice di "triage", giudicandolo di priorità maggiore e allora il paziente torna al Pronto soccorso. Siamo a disposizione - anche per ricette, impegnative di visite specialistiche ed esami diagnostici, mentre nell'ambulatorio non vengono eseguiti esami strumentali o analisi come accade negli ambulatori dei nostri colleghi». La gamma di disturbi che rientrano nelle competenze del servizio comprendono - per fare degli esempi - dolori alla schiena non dovuti a traumi, disturbi dermatologici (punture di insetto, dermatiti, eritemi ecc.) e ancora otiti, riniti, faringo-tonsilliti, raffreddori, gengiviti, stomatiti.

«Curiamo infezioni delle vie urinarie, sostituiamo cateteri, seguiamo gastroenteriti non complicate, stipsi croniche, influenze con febbre sotto i 38 gradi e ancora richieste di vaccinazione ecc. Ricordiamo che i pazienti che fanno riferimento a questo ambulatorio non pagano il ticket». Il cartello di protesta: «Nonsiamo il Pronto soccorso»In questi giorni sono arrivate al giornale diverse telefonate indignate di lettori e lettrici che si sono trovati appeso sul vetro della reception di uno noto studio medico di famiglia del centro città un cartello con la scritta: «Non siamo il Pronto soccorso». Il cartello è stato rimosso dopo un paio di giorni, proprio per le proteste di alcuni pazienti. Il medico si sarebbe lamentato per le diverse richieste di assistenza dovute a un'ondata di influenza. Critici i pazienti: «Ci dicono di andare dal medico di famiglia, ma se veniamo trattati così non ci resta che il Pronto soccorso».

L'80% dei pazienti assistiti dalle "cure primarie" sono infatti bolzanini che avrebbero potuto tranquillamente rivolgersi al medico di famiglia ma hanno preferito il Pronto soccorso. Il restante 20% sono turisti da fuori provincia o stranieri.