ROMA. Dai redditi dichiarati dagli studenti fino al prezzo richiesto per una stanza: si rafforzano i controlli sulle risorse destinate al diritto allo studio. Il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Guardia di Finanza ampliano la collaborazione già avviata, portando le verifiche anche nel settore degli alloggi universitari finanziati attraverso il PNRR.

Uno dei punti centrali riguarda proprio il mercato delle stanze per i fuorisede. Le strutture che beneficiano delle risorse pubbliche devono rispettare precise condizioni sull’utilizzo dei posti letto e sulle tariffe applicate. Sarà quindi verificata la corrispondenza tra quanto previsto dalle convenzioni e la situazione effettivamente trovata nelle residenze, con l’obiettivo di impedire che posti sostenuti con denaro pubblico finiscano fuori dal circuito per il quale sono stati finanziati.

L’altro capitolo è quello degli aiuti economici agli universitari. Borse di studio, riduzioni ed esenzioni dalle tasse vengono riconosciute sulla base di determinati requisiti, a partire dalla situazione economica familiare. L’incrocio delle informazioni disponibili nelle diverse banche dati consentirà di individuare eventuali anomalie nelle dichiarazioni Isee e casi nei quali contributi o agevolazioni siano stati ottenuti senza possedere i requisiti richiesti.

Il rafforzamento delle verifiche, illustrato il 17 settembre, punta dunque a intervenire sui due versanti principali del sostegno agli studenti: casa e contributi economici. La ministra Anna Maria Bernini ha posto l’accento sulla necessità di verificare anche la concreta disponibilità degli alloggi. Per le somme percepite indebitamente sono previsti recuperi e revoche, mentre per le residenze l’attenzione sarà concentrata sul rispetto degli obblighi assunti dai gestori.