VADENA. La spinosa questione “Cpr sì-Cpr no”, in zona aeroporto, sta infiammando il dibattito politico anche nei paesi del circondario di Bolzano. Se ne è discusso anche in ambito comprensoriale e lo stesso presidente Hansjörg Zelger (Svp) si dice favorevole a questa soluzione. «I Centri di permanenza per i rimpatri possono essere una strada per arginare e controllare chi delinque. Stare con le mani in amno non giova a nessuno. Bolzano o valli? Capisco Caramaschi ma il capoluogo, oltre ad avere cose belle come l’università, è il più adatto per vari motivi - prima di tutto la presenza di forze dell’ordine - a farsi carico di queste strutture». Tra i favorevoli spicca la voce della vicesindaca di Vadena Martine Parise, che ritiene sia necessario farlo subito, lontano dal centro abitato ma a Bolzano Sud, «perché la situazione ormai è fuori controllo.

La premessa: «Da sempre sono per l’integrazione e come insegnante veicolo questo concetto ogni giorno»
Parise non è certo contro gli stranieri e soprattutto contro l’integrazione. Anzi, il contrario. «Personalmente sono favorevole all’integrazione di altre culture, lingue, tradizioni che considero una vera ricchezza per ognuno di noi. Ogni persona ha i propri caratteri identitari che vanno assolutamente rispettati e valorizzati. Come insegnante mi impegno quotidianamente nel veicolare l’importanza dell’apertura verso altre culture intesa come arricchimento personale e sociale di tutti noi. Ma qui la questione è ben diversa».

«Situazione ormai fuori controllo»
«Resto sconcertata, sempre in questi giorni, quando apprendo delle posizioni politiche del centrosinistra, di chi è al governo della città ormai da molti anni, sul rifiuto di un Centro di permanenza per i rimpatri a Bolzano. Ricordo che il Cpr è una struttura attrezzata per il trattenimento di cittadini stranieri destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento. Solitamente le cause di questi provvedimenti riguardano il compimento, talvolta reiterato, di atti delinquenziali di vario genere (dallo spaccio alla rissa, dalla rapina alla violenza e così via… )».

«Ribadisco, come già denunciato sull’Alto Adige, che la cattiva gestione dell’immigrazione non dovrebbe essere considerata come un’inevitabile calamità naturale, come un terremoto per esempio, ma andrebbe piuttosto attribuita ad alcuni errori o precise volontà di una certa politica locale, italiana e europea degli ultimi anni. Continuo e continuerò a sostenere che non possiamo arrenderci a tutto questo. La nuova politica deve entrare in gioco, e pure in fretta, visto che siamo ormai oltre tempo massimo per la pericolosità per i cittadini di certe situazioni che avvengono ormai ogni giorno nelle nostre strade, che siano di piccoli o grandi centri urbani. Per questo ben venga, e con massima urgenza, la creazione di un Cpr a Bolzano, fuori dal centro abitato, come affermiamo in modo chiaro noi di Uniti per l’Alto Adige e la Lega». Parise elenca poi tutti i fatti, oggettivamente gravi, accaduti in città negli ultimi giorni. «La questura dichiara che ogni mattina vengono denunciati parecchi furti e alcuni anziani, per paura di essere derubati escono di casa senza la borsetta. Ma ci troviamo davvero a Bolzano?».