Il Caso

Vandoies, multa per la maxi scritta "Tirol": contestata la limitazione della libertà di espressione

Multa di 430 euro per aver esposto sulla propria proprietà una scritta gigante "Tirol" con la bandiera austriaca, a 60 metri dalla carreggiata. L'avvocato, Nicola Canestrini, sostiene che non si tratta di pubblicità né di pericolo stradale, ma di espressione culturale legata all'identità storica del territorio. Il ricorso è al Giudice di Pace di Bressanone



BOLZANO. "E' evidente che in realtà si tratta di una limitazione della libertà di espressione": così Nicola Canestrini, l'avvocato che difende una signora di Vandoies multata perché sulla proprietà di cui è titolare era stata esposta una delle maxi scritte degli Schützen con la scritta "Tirol" a caratteri cubitali (1,5 metri di altezza l'uno) e la bandiera del land austriaco, piazzata a 60 metri di distanza dalla carreggiata. Il ricorso è stato presentato al Giudice di Pace di Bressanone.

Gli "striscioni" come quello di Vandoies erano stati sistemati in varie punti della val Pusteria, su prati lungo la strada statale. I cappelli piumati avevano chiarito che l'iniziativa rientrava nella campagna "Grüß Gott in Tirol" (Benvenuti in Tirolo) in occasione dei giochi olimpici ad Anterselva, per esprimere "un chiaro legame con l'identità storica e culturale del territorio".

Il legale ha presentato ricorso contro la sanzione di 430 euro, sottolineando che la maxi scritta non infrange le norme, poiché non si tratta né di pubblicità, né di propaganda e non compromette in alcun modo l'attenzione di chi guida e non mette in pericolo la sicurezza della strada. Di qui la considerazione che si tratti di un intervento per limitare la libertà di espressione e la richiesta di annullare l'ammenda. 













Altre notizie

Attualità