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VICENZA. Un'escursione tra i pascoli si è trasformata in un incubo per un pensionato di Favaro Veneto, travolto e calpestato da una mandria di mucche dopo essere stato caricato da uno degli animali. A distanza di cinque anni dall'incidente, il Tribunale ha stabilito che i gestori della malga dovranno risarcire l'uomo con oltre 113 mila euro, ritenendoli responsabili dei danni provocati dal bovino.
L'episodio risale al 27 giugno 2021 lungo il cosiddetto "Sentiero della Pace", nei pressi della malga Campo Posellaro, sul Monte Verena, nel Vicentino. Il pensionato stava camminando insieme ad altri tre amici quando il gruppo si è trovato davanti a un recinto elettrificato utilizzato per il bestiame. Dopo aver chiesto informazioni a un malgaro, che aveva verificato la posizione della mandria e aperto il passaggio rassicurando gli escursionisti, i quattro hanno proseguito lungo il percorso.
Poco dopo, però, uomini e animali si sono ritrovati nuovamente a breve distanza, vicino a una pozza d'alpeggio raggiunta dalle mucche per abbeverarsi. In quel momento uno dei bovini si è staccato dalla mandria e ha caricato il 70enne, scaraventandolo a terra. L'uomo non è riuscito a rialzarsi ed è stato quindi raggiunto anche dagli altri animali, che lo hanno circondato e calpestato. A mettere in fuga la mandria sono stati gli altri escursionisti, che hanno battuto le racchette da trekking e urlato fino all'arrivo dei soccorsi.
Le conseguenze sono state molto gravi. Il pensionato ha riportato numerose lesioni al torace e alla schiena, diverse costole fratturate e una grave lesione alla colonna vertebrale. Il consulente tecnico nominato dal tribunale ha accertato un'invalidità permanente del 22 per cento.
Nel corso della causa, la società agricola aveva sostenuto che gli escursionisti avessero ignorato sia il filo elettrificato sia i cartelli di avvertimento. Una ricostruzione che il giudice non ha condiviso. È stata infatti accolta la tesi della difesa del pensionato, secondo cui l'autorizzazione al passaggio, l'apertura del recinto e le rassicurazioni ricevute sulla distanza della mandria erano elementi sufficienti per indurre il gruppo a ritenere sicuro il transito.
Il tribunale ha quindi applicato il principio secondo cui il proprietario di un animale risponde dei danni da esso provocati, condannando i gestori della malga al pagamento di 113.700 euro, oltre alle spese di causa.


