Merano. Sei le mozioni relative a temi di interesse nazionale presentate dal leghista sergio armanini e discusse durante l’ultima seduta del consiglio comunale. documenti che hanno sollevato voci indispettite da più parti dell’aula, da peter enz (freiheitlichen) a walter taranto, che insieme alla civica per merano si è astenuto per protesta. nel frattempo, armanini ha diffuso una nota intitolata “scandalo nazionale” con cui accusa il sindaco paul rösch relativamente al suo voto contrario al sostegno del ddl del governo di maggioranza sul revenge porn, la pratica di condivisione di immagini a carattere intimo senza il consenso dei soggetti ripresi, a scopo di ricatto o di rivalsa su una donna, su un uomo o sull’intero genere femminile.

Per capire perché armanini abbia presentato tante mozioni su temi che vanno dalla riduzione di parlamentari e senatori alle disposizioni in materia di eutanasia bisogna fare un passo indietro. al 21 marzo, quando è stata approvata la mozione di francesca schir che ha portato merano ad aggiungersi alla schiera di comuni contrari al ddl pillon. non erano mancate le rimostranze dei leghisti: «questo ddl cerca di arginare lo strapotere delle donne» la frase choc di andrea maestri, mentre armanini aveva addotto i costi di una seduta per delegittimare la discussione, aggiungendo che ci si sarebbe dovuti occupare solo di questioni cittadine.

Così, appena iniziata la seduta di mercoledì sera, la presidente del consiglio comunale ha dichiarato di aver notato «la provocazione del consigliere armanini». quest’ultimo ha ribattuto immediatamente che di mozioni simili ne avrebbe avute pronte 200, soggiungendo la speranza che «ci si torni a focalizzare sul compito di gestire la città, in caso interloquendo coi comuni limitrofi». secca schir: «la mozione sul ddl pillon aveva un aggancio diretto, la senatrice julia unterberger, che siede nella commissione del senato preposta alla discussione del disegno di legge in questione». mentre le mozioni di armanini auspicavano nella parte deliberante un’opera di “sensibilizzazione”, il 21 marzo erano state discusse e approvate anche iniziative sul territorio.