MERANO. Anche dalla Provincia arriva il “no” alla costruzione di centrali idroelettriche sul rio Sinigo. Troppe le controindicazioni sul piano ecologico e paesaggistico.

Così ha decretato la conferenza dei servizi in materia ambientale della Provincia che ha cassato i progetti presentati dalle ditte Forest Power srl ed Energytech snc per la realizzazione di due nuovi impianti per la produzione di energia sul torrente. Un parere che ha effetto vincolante e che di fatto si allinea a quello espresso la scorsa primavera dall’amministrazione comunale.

Tra le righe della motivazione ufficiale viene chiarito che “si tratta di un corso d'acqua potenzialmente sensibile il miglioramento sostenibile del bilancio ecologico".

Un primo rischio, spiega la relazione, riguarda la fauna ittica: "Il deflusso del rio Sinigo, così come quello di molti altri rivi del Montezoccolo, è direttamente e fortemente influenzato dalle precipitazioni. Se queste vengono a mancare anche la portata d'acqua diminuisce rapidamente. Inoltre, in periodi di siccità, le condizioni di deflusso vengono aggravate dalle numerose derivazioni di uso irriguo esistenti, cosicché le due centrali, una volta operative, non potrebbero garantire il deflusso minimo vitale. È vero che le due imprese richiedenti hanno prospettato - come misura di compensazione ambientale - anche la realizzazione di un bacino irriguo di riserva, ma le sue dimensioni limitate non garantiscono una razionalizzazione sufficienti degli utilizzi e un miglioramento sostenibile del bilancio ecologico". Dunque i periodi con scarsità di acqua rappresentano per i pesci condizioni di vita particolarmente difficili. “Per la sopravvivenza di tali comunità ittiche risulta fondamentale che i periodi di deflussi critici vengano interrotti periodicamente da situazioni idrologiche più favorevoli. Ciò permette alla fauna ittica di riprendersi. Le derivazioni pianificati dei progetti mira però a sfruttare tali periodi di maggiore deflusso e comprometterebbe la vitta dell'ittiofauna riducendo la portata del rio e quindi contribuendo all'accumulo di sedimenti fini. Così facendo si influirebbe in modo negativo anche sullo spostamento dei sedimenti ghiaiosi, importanti per la riproduzione dei pesci”.

La conferenza ha fatto inoltre riferimento alla tutela del paesaggio, ritenendo i progetti eccessivamente invasivi e di grosso impatto sulla cascata.

«Le piccole centrali idroelettriche - ha commentato l'assessora all'ambiente Madeleine Rohrer, soddisfatta per la decisione - producono poca energia e hanno un forte impatto ecologico, perciò non si prestano al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti per la tutela del clima. Il paesaggio non è rinnovabile. Piuttosto dovremmo mirare al miglioramento delle centrali già in funzione».(sim)