Curon. Si attesta intorno al 50% il calo nella produzione di miele nell’Alta Venosta, secondo quanto constatato nel corso di un’ispezione tra Curon, San Valentino alla Muta e Resia. Se mediamente un apicultore locale produce tra i 15 e i 20 chili di miele l’anno, stavolta i risultati sono stati pesantemente intaccati da una primavera anomala.

A comunicarlo sono Othmar Patscheider, presidente dell’associazione degli apicoltori della val Venosta, insieme alla presidente della sezione locale Sabine Pieth. Durante l’ispezione non sono state riscontrate malattie nelle api. «Una vera fortuna», afferma l’apicoltore e veterinario dell’Azienda sanitaria con competenza sui comuni dell’Alta Venosta Maurizio Giusti. «Con l’arrivo della bella stagione – riprende – speriamo in una lenta ripresa. Ci auguriamo che entro la fine di luglio ci sia una bella fioritura». L’auspicio è comune a tutti gli apicoltori locali, che con pazienza certosina spostano le arnie da un punto all’altro del territorio, alla ricerca di prati fioriti per le loro api. Al termine dell’ispezione si è tenuto un pranzo per soci e simpatizzanti.

L’associazione degli apicoltori dell’Alta Venosta conta oltre 220 membri, con circa 2.270 arnie distribuite tra Alta Venosta e valle laterali. B.P.