Merano. È stato il luogo dove alla fine degli anni Settanta un gruppo di meranesi organizzò la sua “Woodstock”, in un’epica giornata di musica e allegria che coinvolse tutta la popolazione, poi, più recentemente, diventò il luogo dove molti cittadini erano soliti andare per pescare.

È quello che viene chiamato “laghetto di Fritz”, nella zona di Lazago per intenderci, luogo dove si andava a pescare pesci portati direttamente da casa e che per almeno due decenni fece da ritrovo durante i finesettimana per la gioventù locale. Il laghetto di Fritz è stato da molti considerato anche uno dei primi luoghi d’incontro di tutta la provincia tra i due gruppi linguistici. Oggi, però, versa in una condizione di decadenza, come spesso può notare chi si trovi a passare di lì la mattina, prima che l’area sia ripulita dei resti delle serate brave di persone per nulla attente al bene comune.

La storia di Fritz.

Il nome è dovuto a un uomo che per anni ha, per così dire, gestito quel luogo, vendendo bibite e panini totalmente al di fuori da ogni regolamentazione, fino a quando è arrivato lo Stato a fermarlo. Per diversi anni, ricorda chi scrive, da Fritz si andava nelle domeniche invernali anche a giocare a hockey e in gruppi da tre ci si divertiva al costo di una Coca Cola.

Poi, qualche anno fa, la trasformazione del luogo. La casetta di Fritz che viene abbattuta, la sistemazione del parco e la costruzione di una stradina che prosegue la ciclabile cittadina di collegamento con la val Passiria. Una strada sterrata che rende ora più facile raggiungere la zona, una volta collegata alla città solo grazie a un sentiero impervio raggiungibile soltanto a piedi.

La progressiva decadenza.

Per decenni, a partire dai concerti rock fino alle mitiche partite di hockey, quel piccolo paradiso alla periferia di Merano alla fine di ogni attività rimaneva in uno stato di igiene praticamente perfetto, ricorda chi ci ha passato più che l’infanzia. Perché chi lo frequentava sapeva che sarebbe tornato e che lo avrebbe voluto ritrovare nello stesso stato decoroso.

Da qualche tempo, invece, la situazione è drammaticamente peggiorata, e sono praticamente quotidiane le segnalazioni da parte dei cittadini che lamentano una situazione di vero e proprio degrado che sarebbe meglio chiamare maleducazione e totale disinteresse per il senso civico. Più che tante parole, sono le fotografie che spesso sono pubblicate su queste pagine a spiegare quello che succede quasi ogni giorno da Fritz, come i meno giovani sono soliti chiamare quel luogo.

Per esempio, mercoledì mattina si trovavano sparsi nell’area bottiglie, cartine, avanzi di cibo, insomma un intero corredo di rifiuti abbandonati su tavoli, per terra, ovunque, da un gruppo di ragazzi che ciclicamente passa la sera a Lazago e che non si cura minimamente di ripulire il posto prima di partire, sicuri che tanto saranno le Giardinerie comunali a provvedere al ripristino del decoro.

Un episodio grave.

Ma non è tutto, perché giovedì scorso a un noto fotografo meranese che malauguratamente aveva parcheggiato la macchina presso il campo sportivo di Lazago è stato sfondato il lunotto e sono stati rubati una borsa, gli occhiali, documenti e chiavi di casa.

Un gesto che ha costretto il fotografo a cambiare tutte le serrature di casa e spendere oltre 600 euro per ripristinare il danno. Insomma, un danno da oltre mille euro, oltre al fastidio di dover rifare tutti i documenti, capitato in pieno giorno, a pochi metri dal centro cittadino, in una zona che per paura ormai i meranesi non si fidano più a frequentare.

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