Debora Ghiotto, da campionessa di ciclismo a direttrice delle Poste
Ha conosciuto l'Alto Adige con il Gs Mendelspeck. È diventata portalettere a 19 anni e ora, a 25 anni, è la più giovane responsabile di un ufficio postale in Alto Adige
SILANDRO/BOLZANO. Debora Ghiotto, ex campionessa di ciclismo giovanile che con il Gs Mendelspeck è entrata anche nell'orbita della nazionale giovanile, ha sempre avuto nella determinazione e nella voglia di combattere una dote naturale che ora ha messo a frutto anche alle Poste dove - con i suoi 25 anni - è diventata la più giovane direttrice in Alto Adige. Guida, infatti, con passione, entusiasmo e grande capacità l'ufficio di Silandro, il più importante della val Venosta.
Da Verona a Bolzano conquista il titolo italiano.
La sua è stata una vita scandita dall'agonismo. Dopo un'esperienza con una squadra ciclistica veronese, approda come detto alla Mendelspeck, segnando l'inizio di un legame profondo con l'Alto Adige. Qui cresce come atleta e come persona, fino a conquistare il titolo di campionessa italiana di inseguimento a squadre e a vestire la maglia della Nazionale giovanile femminile. La Ghiotto - in gioventù, durante una sessione di allenamento, era rimasta vittima di un incidente stradale. La investì un'auto a San Bonifacio. Una brutta avventura che si è risolse con una botta alla schiena e un grande spavento per l'allora 16enne promessa azzurra. Le strade, le salite e la fatica l'hanno temprata anche lungo il percorso della sua vita forgiando un carattere tenace, abituato a non mollare mai.
A 19 anni entra alle Poste come portalettere.
Lo stesso spirito ha accompagnato Debora quando, a 19 anni, è entrata in Poste Italiane come portalettere. È un lavoro fatto di chilometri percorsi ogni giorno, di paesi sparsi tra valli e pendii, di rapporti umani costruiti porta dopo porta. Un'esperienza che le permette di conoscere davvero il territorio e le persone che lo abitano, comprendendo quanto il servizio postale rappresenti un presidio fondamentale soprattutto nelle realtà montane. La crescita professionale è rapida ma solida. Da portalettere diventa "caposquadra", poi responsabile della qualità, ruoli che le consentono di affinare capacità organizzative.Ogni passaggio è un tassello che la prepara alla sfida più importante: a soli 25 anni Debora viene nominata direttrice del Centro di Distribuzione di Silandro, diventando la più giovane a ricoprire questo incarico nel territorio.
Un ruolo di grande responsabilità.
Il Centro di Distribuzione di Silandro è molto più di una sede operativa: è il cuore pulsante della gestione della corrispondenza su un territorio vasto e complesso come la Val Venosta. Da Parcines fino a Tubre, al confine con la Svizzera, passando per i Presidi Decentrati di Prato allo Stelvio e di Malles Venosta, fino a Curon Venosta, che confina con l'Austria e custodisce il celebre campanile che emerge dal lago di Resia. Un'area fatta di confini, culture e paesaggi diversi, dove organizzazione, visione e conoscenza del territorio sono indispensabili.
«La chiave del successo è il lavoro di squadra».
«Ho imparato presto che il lavoro di squadra, la costanza e la passione per quello che fai sono fondamentali, soprattutto in un territorio come questo - racconta oggi Debora - qui le persone sono concrete, laboriose e apprezzano chi mette impegno e dedizione nel proprio lavoro. Anche se arrivi da fuori, quando ti impegni davvero ti accolgono e ti sostengono. È proprio grazie alla collaborazione e all'affiatamento della mia squadra di lavoro che riusciamo a raggiungere gli obiettivi ogni giorno. E poi, poter fare tutto questo tra montagne, valli e borghi pieni di storia, rende il lavoro ancora più gratificante». Debora guida il Centro di Distribuzione di Silandro con uno stile concreto e inclusivo, mettendo al centro le persone: i collaboratori, chiamati a lavorare anche nelle condizioni più impegnative, e i cittadini, per i quali l'ufficio rappresenta spesso un punto di riferimento essenziale. Il suo approccio unisce ascolto, efficienza e attenzione umana. La sua storia dimostra che l'appartenenza a un territorio non dipende solo dal luogo di nascita, ma da un cammino condiviso. Debora ha costruito il suo legame con l'Alto Adige chilometro dopo chilometro, prima in bicicletta e poi lungo le strade del servizio postale. Certo, la sua abitudine a non mollare mai, anche su due ruote, ha pagato alla distanza. E oggi a Silandro ne sono tutti orgogliosi.