PHOTO
MERANO. È uno degli eroi del Vajont. Quella tragedia immane che sconvolse l'Italia. Era la sera del 9 ottobre del 1963, quando la montagna Toc franò nel bacino artificiale del torrente Vajont causando una tracimazione dell'acqua contenuta nell'invaso che piombò nei paesi di Erto e Casso, causando la morte di 1917 persone.
Uno dei primi a prestare soccorso fu Saverio Ferrazzin, meranese, che il prossimo 14 marzo raggiungerà il traguardo dei 90 anni, molti dei quali spesi ad aiutare gli altri.
Tra i pionieri dei Vigili del Fuoco Sommozzatori d'Italia, insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica, nel 1952 organizzò il primo corso sommozzatori: era l’alba di uno dei corpi speciali più attivi nel soccorso civile. Sarebbe poi diventato istruttore nazionale e maestro d'immersione di secondo grado. Ha formato personale subacqueo ad alto livello, con cui si è impegnato in attività di recupero e soccorso da Trento a Caldaro, da Bolzano alla Liguria, sempre con impegno e sacrificio.
Nel 1954 posò la statua del Cristo degli Abissi al largo di san Fruttuoso, formando poi generazioni di sub capaci di effettuare importanti interventi che hanno salvato la vita a decine di persone.
Come quell'ottobre del 1963, quando Ferrazzin non esitò ad immergersi nelle acque del Vajont alla ricerca di dispersi sommersi da quella onda di fango e detriti. Si occupò del dragaggio per ricercare le salme e il fustame di sostanze tossiche, nonché della successiva perlustrazione e della rimozione finale dei fanghi a bacino prosciugato della diga di Busche e dell’antistante bacino.
Oppure, era il 1970, quando il mercantile inglese London Valour naufragò nel mare in tempesta alle porte di Genova e Severino assicurò numerosi naufraghi al cestello dell'elicottero di salvataggio, salvando loro la vita a rischio della propria. Il coraggio delle sue gesta gli valsero il titolo di Cavaliere della Repubblica e il riconoscimento perenne da parte di quelle persone, oltre a varie altre menzioni d’onore.
In pensione dal 1985, Ferrazzin è tornato a vivere nella sua Merano. «Lo zio unico al mondo» lo chiamano i nipoti e «l'amore della sua vita», invece, Giannina, sua moglie da ben 63 anni. Tutta la redazione del nostro giornale saluta Saverio in vista dei suoi splendidi 90 anni e lo ringrazia a nome di tutte le persone che ha salvato e le famiglie che ora possono vivere, grazie a lui.(j.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Uno dei primi a prestare soccorso fu Saverio Ferrazzin, meranese, che il prossimo 14 marzo raggiungerà il traguardo dei 90 anni, molti dei quali spesi ad aiutare gli altri.
Tra i pionieri dei Vigili del Fuoco Sommozzatori d'Italia, insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica, nel 1952 organizzò il primo corso sommozzatori: era l’alba di uno dei corpi speciali più attivi nel soccorso civile. Sarebbe poi diventato istruttore nazionale e maestro d'immersione di secondo grado. Ha formato personale subacqueo ad alto livello, con cui si è impegnato in attività di recupero e soccorso da Trento a Caldaro, da Bolzano alla Liguria, sempre con impegno e sacrificio.
Nel 1954 posò la statua del Cristo degli Abissi al largo di san Fruttuoso, formando poi generazioni di sub capaci di effettuare importanti interventi che hanno salvato la vita a decine di persone.
Come quell'ottobre del 1963, quando Ferrazzin non esitò ad immergersi nelle acque del Vajont alla ricerca di dispersi sommersi da quella onda di fango e detriti. Si occupò del dragaggio per ricercare le salme e il fustame di sostanze tossiche, nonché della successiva perlustrazione e della rimozione finale dei fanghi a bacino prosciugato della diga di Busche e dell’antistante bacino.
Oppure, era il 1970, quando il mercantile inglese London Valour naufragò nel mare in tempesta alle porte di Genova e Severino assicurò numerosi naufraghi al cestello dell'elicottero di salvataggio, salvando loro la vita a rischio della propria. Il coraggio delle sue gesta gli valsero il titolo di Cavaliere della Repubblica e il riconoscimento perenne da parte di quelle persone, oltre a varie altre menzioni d’onore.
In pensione dal 1985, Ferrazzin è tornato a vivere nella sua Merano. «Lo zio unico al mondo» lo chiamano i nipoti e «l'amore della sua vita», invece, Giannina, sua moglie da ben 63 anni. Tutta la redazione del nostro giornale saluta Saverio in vista dei suoi splendidi 90 anni e lo ringrazia a nome di tutte le persone che ha salvato e le famiglie che ora possono vivere, grazie a lui.(j.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.


