Postal. I proprietari delle abitazioni confinanti con l’areale della Pfitscher si rifanno vivi. Sul bollettino comunale prendono posizione contro l’idea della ditta di ricostruire il padiglione distrutto dall’incendio dello scorso 6 marzo: la ditta Pfitscher ha presentato un progetto per la ricostruzione e una richiesta per la variazione del piano urbanistico comunale di zona, approvata in via preliminare dalla giunta comunale. In tale delibera, oltre alla divisione dalla zona occupata dalla Etschlandmöbel, è stato approvato l’aumento di cubatura da 4,5 a 6 metri cubi (il 33 per cento) e quello dell’altezza da 12 a 15 metri (il 25 per cento), corrispondente a un palazzo di cinque piani fuori terra.

«Il drammatico incendio del 6 marzo ha evidenziato i problemi e i rischi per la sicurezza e per la salute delle persone e dell’ambiente, legati alla presenza di uno stabilimento di tale grandezza nel paese, senza dimenticare l’aumento del già persistente traffico pesante che caratterizza la zona – scrivono i confinanti –. L’incendio e il fumo hanno minacciato direttamente l’aria e il terreno e indirettamente anche l’acquedotto, con l’inquinamento da residui fecali e il ricovero in ospedale di alcuni concittadini. La combustione per giorni e giorni di grandi quantità di materiale plastico, carne, grasso, materiale isolante, di confezionamento, teflon e molto altro ha causato l’inquinamento da diossina di tutta l’area vicina. Inoltre non è da escludere che parte delle sostanze tossiche siano percolate nel terreno assieme all’acqua di spegnimento, impiegata per giorni, e che tali sostanze andranno a inquinare anche la falda acquifera da cui attingiamo l’acqua che beviamo e con cui irrighiamo i campi coltivati. Anche Merano e i vicini paesi sono stati interessati dal fumo denso e irrespirabile dell’incendio. Le conseguenze per la salute, per i raccolti e per l’ambiente non sono ancora determinabili e non sono per nulla da sottovalutare. Richiederanno negli anni futuri un continuo monitoraggio».

«Più volte – scrivono ancora i confinanti – l’amministrazione comunale e in particolare il sindaco sono stati sensibilizzati rispetto alla preoccupazione per l’ingombrante presenza della ditta Pfitscher e i rischi a questa legati. Non meno di 130 famiglie del paese hanno sottoscritto una lettera aperta al sindaco. A questa si aggiungono i ricorsi formali contro la delibera sulla variazione al Puc depositati in Comune. Sarebbe auspicabile che la nostra amministrazione intraprendesse tutti gli sforzi per trasferire un così grande stabilimento in un’altra zona. Sarebbe l’occasione per elevare l’aspetto del paese e della qualità della vita degli abitanti, oltre a sanare la sfortunata decisione di realizzare, dopo 10 anni di pianificazione, un’area residenziale proprio a contatto con la fabbrica lavorazioni carni. Altrettanto incomprensibile appare la posizione dei rappresentanti del Comune, non solo per aver approvato con procedimento d’urgenza la variante al Puc, ma anche per aver approvato in commissione edilizia il progetto di ricostruzione della ditta Pfitscher, che è, per la parte ambientale e della sicurezza, quasi pressoché uguale a quello del 2015. Pare manchi il volere politico di agire nell’interesse della cittadinanza. Argomenti di carattere economico non devono prevaricare quelli della salute e della sicurezza della comunità». E.D.

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