MERANO. Domani alle 20.30 la Biblioteca civica (via delle Corse 1) ospita la seconda delle tre date della rassegna “Qui e altrove”. All'incontro di domani sera (come gli altri, a ingresso libero), dal titolo “Parole in Haiku”, sarà presente Lilia Ianeva, poetessa, musicista e cantante bulgara che ha pubblicato diversi libri di Haiku, antica forma poetica giapponese, e che tiene numerosi concerti sia in Italia che all'estero; la accompagnerà Alena Savina, violinista russa, da tempo residente in Italia, conosciuta ed apprezzata anche nella nostra provincia per le sue numerose collaborazioni con orchestre locali.
La rassegna “Qui e altrove”coinvolge in veste di organizzatori, insieme alla Biblioteca stessa, anche Merano Arte e il Museo delle donne. Gli appuntamenti hanno lo scopo di dimostrare, attraverso suoni, immagini e sensazioni, come la vita delle donne e degli uomini non sia uno stagno immobile, ma un fiume che scorre nel suo continuo viaggio; un viaggio che rende, di fatto, il confine una linea che accomuna più che essere un segno di separazione. Ai tre incontri, coordinati da Adel Jabbar, sociologo dei processi migratori e delle relazioni transculturali, partecipano personaggi che narrano la vicenda della migrazione non tanto come un’imposizione quanto come una sfida, una volontà di appropriarsi da protagonisti di qualcosa che è capitato loro. Un’occasione per il pubblico per guardarsi dentro e riflettere sui mutamenti in atto. Per trovare l’inconsueto nei luoghi abituali e per scoprire che il lontano è già vicino.
Il terzo e ultimo appuntamento con è previsto per il 7 marzo alle 19 al Museo delle donne.
La rassegna “Qui e altrove”coinvolge in veste di organizzatori, insieme alla Biblioteca stessa, anche Merano Arte e il Museo delle donne. Gli appuntamenti hanno lo scopo di dimostrare, attraverso suoni, immagini e sensazioni, come la vita delle donne e degli uomini non sia uno stagno immobile, ma un fiume che scorre nel suo continuo viaggio; un viaggio che rende, di fatto, il confine una linea che accomuna più che essere un segno di separazione. Ai tre incontri, coordinati da Adel Jabbar, sociologo dei processi migratori e delle relazioni transculturali, partecipano personaggi che narrano la vicenda della migrazione non tanto come un’imposizione quanto come una sfida, una volontà di appropriarsi da protagonisti di qualcosa che è capitato loro. Un’occasione per il pubblico per guardarsi dentro e riflettere sui mutamenti in atto. Per trovare l’inconsueto nei luoghi abituali e per scoprire che il lontano è già vicino.
Il terzo e ultimo appuntamento con è previsto per il 7 marzo alle 19 al Museo delle donne.

