Le operaie Merlet nel volume storico di Enzo Nicolodi

Merano. Sono oltre mille le donne che tra il 1945 e il 2002 hanno contribuito al successo nel mondo della fabbrica di loden Merlet. Per oltre mezzo secolo Merlet ha prodotto il loden famoso in tutto...

Merano. Sono oltre mille le donne che tra il 1945 e il 2002 hanno contribuito al successo nel mondo della fabbrica di loden Merlet. Per oltre mezzo secolo Merlet ha prodotto il loden famoso in tutto il mondo fin quando, era il 2002, fu acquisita dal gruppo Oberalp-Salewa, in espansione nel segmento “materiale di montagna”.

Quindicimila capi l’anno la capacità produttiva della fabbrica che a Merano trovava posto prima a Maia Alta e poi in via Toti, dove ora sorge un moderno condominio. Una ventina di dipendenti, nell’anno del trasferimento societario, e un export che si estendeva in Spagna, Argentina, Canada, Giappone e perfino a Hong Kong, con clienti talmente affezionati da recarsi direttamente in fabbrica per l’acquisto del prezioso mantello. Era il caso del presidente Giulio Andreotti, ma anche del mito del bob Eugenio Monti. Il “Rosso Volante”, così lo aveva soprannominato il giornalista sportivo Gianni Brera, era solito recarsi personalmente in fabbrica per acquistare i suoi loden, che indossò anche nella famosa olimpiade di Innsbruck, quando riparò il bob dell’equipaggio britannico che poi vinse la medaglia d’oro.

Insomma, una storia, quella della Merlet, che meritava di essere raccontata, anche per essere stata una fabbrica che dava lavoro a tante donne; tra i primi esempi di aziende interetniche in provincia. A farlo ci ha pensato il genio creativo di Enzo Nicolodi, il quale in un volumetto ha raccolto le testimonianze di tante donne che alla Merlet hanno lavorato. L’attesissimo volume “Donne della Merlet” (edizioni Alpha Beta) sarà presentato stasera alle 20 nella sala Urania (via Ortwein 6) alla presenza di molte tra quelle lavoratrici che per oltre mezzo secolo hanno creato abiti che davano un tocco di eleganza alle persone di potere. Come nel caso di Mario Monti, ex presidente del Consiglio e commissario europeo che Merano la conosceva, appunto, per «questo abito comodo perché facile da indossare, elegante ma non troppo e resistente a qualsiasi tipo di pioggia». J.M.