MERANO. Ha scelto una strada che all’epoca era parecchio inusuale per un ragazzo. Ora che ha dato l’addio alla carriera agonistica, può guardarsi alle spalle con soddisfazione. Luca Rossignoli, meranese trapiantato da quattro anni in Finlandia, per vent’anni ha fatto della danza sportiva prima una grandissima passione e poi un lavoro. Che continua, nei panni di istruttore. Alle competizioni, però, il trentacinquenne ha detto basta. Ultimo omaggio in ordine di tempo, domenica in occasione del Grand Prix di Merano, quando l’assessore allo sport Nerio Zaccaria lo ha ringraziato davanti alla platea. «Strano effetto, trovarsi al Kursaal per il Grand Prix senza disputarlo», sorride Luca. Assisteva alla manifestazione meranese agli albori della sua attività, poi ne è divenuto protagonista rappresentando prima l’Italia e poi la Finlandia. L’altro giorno è tornato spettatore. Tra i due poli temporali una vita da globetrotter della danza, iniziata quando aveva quindici anni. «Giocavo a calcio – racconta – poi un giorno ho visto dal vivo un’esibizione di danza sportiva. Mi è piaciuta, ho voluto provare. Ho iniziato con il maestro Mimmo D’Agostino, poi sono cominciate le prime gare. A Bolzano ho affinato la tecnica, continuando l’esperienza a Verona, dove ho vissuto un anno». Il ballerino meranese al tempo è poco più che maggiorenne, cerca una partner per gareggiare. Nelle stesse condizioni, nella sua città d’origine, c’è Veronika Haller. Dall’incontro fra i due sarebbe nato un sodalizio lungo un decennio, con gare ovunque a livello internazionale. Sei anni fa l’ultima esibizione assieme, proprio a Merano. Nel frattempo Luca si fidanza con Merje Styf, ragazza finlandese di origine estone, conosciuta prima sulle pista da ballo e soprattutto alla scuola di Bologna, il team Diablo, alla corte di Davide Cacciari che lo ha seguito lungo la carriera. L’anima gemella nella vita diventa anche partner nelle competizioni, e riparte il giro del mondo in cinque danze: valzer lento, valzer viennese, tango, slowfox e quick step. Le danze standard, quelle che accompagnano Luca da sempre. Alla stregua dei genitori Francesco e Leonora, in tribuna ogniqualvolta riescono. «Ho perso il conto delle gare disputate. Quattrocento, forse cinquecento. Da tutta Europa alla Cina alla Thailandia, la danza è una disciplina globale come poche altre. In Russia, terra di ottimi atleti, uno dei ricordi più belli, il quinto posto agli Europei a San Pietroburgo lo scorso giugno con Merje. Insieme al quinto posto al campionato iridato in Germania, il mio massimo risultato. Proprio la Germania, assieme all’Italia, è il paese dove questo sport è più seguito. Si balla davanti a un pubblico folto e caloroso».
La stanza della memoria è sovraffollata, ma per Luca la danza non è solo nell’album dei ricordi. È il passato ma pure il presente. Una scuola di danza, la Lunika, gestita con Veronika Haller, gli ha consentito di viaggiare e gareggiare per tanto tempo. Un’altra scuola, la Lumets di Helsinki aperta con Merje, è la sua attuale quotidianità. «Amo Helsinki. Era mio un sogno vivere in una capitale europea. Qui ho trovato rispetto e civiltà nei modi. E poi dopo anni tra le montagne essere a centro metri dal mare è impagabile». Luca Rossignoli insegna ai competitori di massimo livello. Tanto è cambiato nel mondo della danza da quando era lui a muovere i propri passi. Soprattutto nell’approccio di un maschio a questo sport. Una scelta una volta etichettata come “stravagante”, oggi normalissima. «Ho visto davvero tanti bambini e ragazzi al Kursaal. La televisione ha sdoganato la danza, ma il modo migliore per innamorarsene è assistere dal vivo allo spettacolo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La stanza della memoria è sovraffollata, ma per Luca la danza non è solo nell’album dei ricordi. È il passato ma pure il presente. Una scuola di danza, la Lunika, gestita con Veronika Haller, gli ha consentito di viaggiare e gareggiare per tanto tempo. Un’altra scuola, la Lumets di Helsinki aperta con Merje, è la sua attuale quotidianità. «Amo Helsinki. Era mio un sogno vivere in una capitale europea. Qui ho trovato rispetto e civiltà nei modi. E poi dopo anni tra le montagne essere a centro metri dal mare è impagabile». Luca Rossignoli insegna ai competitori di massimo livello. Tanto è cambiato nel mondo della danza da quando era lui a muovere i propri passi. Soprattutto nell’approccio di un maschio a questo sport. Una scelta una volta etichettata come “stravagante”, oggi normalissima. «Ho visto davvero tanti bambini e ragazzi al Kursaal. La televisione ha sdoganato la danza, ma il modo migliore per innamorarsene è assistere dal vivo allo spettacolo».
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