MERANO. Con più di mille bicchieri da birra, quella di Dino Marabese è senza dubbio una collezione da record. Camperista in pensione, Marabese ha visitato mezzo mondo alla ricerca di bicchieri particolari che potessero raccontare la storia del luogo in cui sono stati creati. E sono veramente molti i paesi dei quali l’anziano meranese conserva i boccali. Da Capo Nord all’Egitto, passando per Inghilterra, Francia, Svezia, ovviamente Germania, Grecia, Repubblica Ceca, Portogallo e molti altri ancora.

«Ho iniziato a collezionarli circa trent’anni fa – racconta Dino Marabese –. Mi trovavo in ferie a Praga, capitale della birra. Entrai in una delle birrerie più antiche della città, chiamata U’Fleku, e rimasi abbagliato dalla vista che il locale offriva. I legni scuri, i grandissimi lampadari e la luce soffusa rendevano quel posto veramente particolare. Dopo aver bevuto la tipica birra scura che fanno a Praga, arrivò il momento di pagare il conto, e scherzosamente chiesi alla cameriera se nel prezzo fosse incluso anche il bicchiere. Lei rimase inizialmente molto perplessa, poi scoppiò a ridere. Mi rispose dicendo che non le era mai stata fatta una richiesta del genere, e che quindi quel bicchiere potevo tenerlo. Non so se fu il contesto in cui lo trovai, ma mi innamorai di quel bicchiere. Alla fine, da quella vacanza ne portai a casa dieci».

Dopo Praga, Dino non si è più stufato di ricercare bicchieri particolari. Si ricorda la storia di tutti i mille che tiene a casa. Ogni pezzo della collezione gli ricorda un luogo e un momento preciso. «Quello a cui tengo di più l’ho preso durante il cammino di Santiago de Compostela, un’esperienza unica, che sicuramente arricchisce chiunque la faccia. Ricordo bene anche i due bicchieri di birra Stella trovati in Egitto. Là era molto difficile riuscire a procurarseli, perché non se ne trovavano, ma la bellezza di quel paese mi ha molto colpito. Ho visitato moltissimi posti, ma la sensazione di trovarsi a ridosso delle piramidi rimarrà per sempre indelebile nella mia memoria. Inoltre a quel tempo non c’era nulla oltre a queste enormi strutture, e il colpo d’occhio era impressionante. Abbiamo girato per tutto l’Egitto con una Renault 5, dormivamo sulla tenda montata sul tetto. Un viaggio del genere ora non sarebbe più possibile».

Un altro esemplare molto particolare di boccale da birra è quello recuperato nell’ex Jugoslavia, prima della guerra dei Balcani. «Ero in un paesino minuscolo, nel quale ho trovato un locale che vendeva birra. Più che un locale era una vera e propria bettola, piccola, sporca e tutta disordinata. La birra però era buona, e a servirla c’era un ragazzetto smunto, molto timido. Abbiamo parlato a gesti e con le poche parole di croato che conoscevo. Il bar era pieno di bicchieri, sparsi ovunque. Inizialmente non ha voluto cedermene neanche uno, ma dopo un po’ abbiamo cominciato a fare amicizia e ha voluto regalarmene alcuni. Ne ho presi dieci, ma vista la sua gentilezza ho deciso di pagarglieli comunque».

Una volta cominciata la collezione, parenti e amici hanno contribuito ad ampliarla, regalando a Dino Marabese calici da ogni parte del mondo, per esempio da Turchia, Austria, Svizzera e così via, arricchendo una collezione sempre più vasta.

«L’altro giorno scendendo in cantina ho cominciato a contare tutti i bicchieri che mi circondavano. Scaffale dopo scaffale mi sono reso conto di averne più di mille. Non ho più posto, e richiede energie anche continuare a prendermene cura. Pulirli e spolverarli sta diventando impegnativo, dunque ora vorrei venderne una parte».

Ogni bicchiere racchiude un ricordo, il volto di qualche barista e le emozioni di un viaggio. Profumi, suoni, immagini, tutto racchiuso tra i vetri di oltre mille calici dalle scritte colorate. (m.m.)