MERANO. Lo scopo dell’associazione è di incontrarsi, senza barriere, ognuno con il suo bagaglio di cultura e ognuno con la sua lingua; un melting pot, utilizzando un termine inglese, un trait d’union, scomodando il francese: ed è proprio con questo gallicismo che un gruppo di meranesi ha voluto chiamare il proprio sodalizio multi-culturale e multietnico, un’associazione nata per dare spazio e voce ad un gruppo di lavoro interculturale, dove ognuno può sentirsi libero di “insegnare” la propria cultura e di “confrontarsi” con le altre. È proprio nel nome dell’arcobaleno che “Trait d’Union” vuole incorniciare la fine dell’anno lavorativo, e lo fa allestendo uno spettacolo di musica e danza per giovedì 28 dicembre alle 18.30 nella Sala civica di via Huber. Sul palco ci saranno una ventina di giovani artisti che negli ultimi mesi hanno lavorato duro per realizzare il progetto «Facciamo un Musical»: bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni sia di madrelingua italiana che tedesca assieme a tanti altri provenienti da paesi esteri, Slovacchia, Cina, Senegal, Marocco, Tunisia e Brasile, figli di immigrati o comunque di matrimoni misti. «Metteremo in scena parti di musical quali “La La land” o “Tutti insieme appassionatamente”, ma anche brani tratti da serie televisive, come “Bibi und Tina””, spiega Ricciarda Cavosi, che ha avuto il compito di coordinare l’allestimento dello spettacolo; un compito certamente non facile, considerata non solo la fascia d’età dei partecipanti, che varia dall’infanzia all’adolescenza, ma appunto la loro diversa estrazione culturale: «Le soddisfazioni a lavoro fatto sono grandissime, ma tutta l’organizzazione è parecchio impegnativa – continua – sono ragazzi nati e cresciuti in Alto Adige, ma in casa respirano la cultura dei loro genitori: bisogna quindi tenerne conto anche prima di affidare loro una parte. È necessario dunque trovare un giusto compromesso in modo da non estromettere nessuno o causare imbarazzi». Alla realizzazione del progetto hanno contribuito con la loro opera Naimana Casanova per la consulenza musicale, Eleonora Bonacic della scuola di ballo “A passo di danza” di Merano per la coreografia e Michele Fiocchi per la regia, ma anche i genitori dei ragazzi, che hanno avuto modo di collaborare dietro le quinte per la realizzazione dei costumi. Un impegno fuori dal comune per uno spettacolo, a suo modo, unico nel suo genere. Un vero esempio in termini di integrazione.

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