Prato allo stelvio. I terreni circostanti la chiesa di san Giovanni e il suo cimitero, a Prato allo Stelvio, sono stati trasformati in zona di rispetto: ora sono sottoposti a vincolo indiretto di tutela storico-artistica. La chiesa e il cimitero cinto da mura sono già sotto tutela dal 1° giugno 1981. Si tratta, infatti, di una delle chiese più importanti della provincia e di un gioiello tra le chiese romaniche della val Venosta. La giunta provinciale lo ha deciso l’altro giorno su proposta dell’assessora Maria Hochgruber Kuenzer: «La dichiarazione della zona di rispetto è necessaria per proteggere l’area della chiesa medievale, posta in posizione sopraelevata in prossimità del bosco sopra Prato, all’imbocco della val di Solda».

In base al vincolo indiretto di tutela storico-artistica, i terreni a uso agricolo dovranno essere coltivati con metodi tradizionali, per esempio a grano o a frutteti; su di loro vige il divieto di costruzione e in particolare non si potranno costruire strutture ausiliarie come impalcature, piloni, lamine o reti. È inoltre vietata la costruzione di nuove strade o di parcheggi, se non espressamente autorizzati dalla Ripartizione provinciale dei beni culturali. I terreni in questione sono già soggetti a un divieto generale di edificazione inserito nel piano regolatore del Comune.

La previsione del nuovo vincolo era stata suggerita dal sindaco di Prato allo Stelvio al fine di tutelare maggiormente l’insieme nella sua unicità storico-culturale, nel suo significato e nella sua visibilità. In questo senso, nell’ambito di un processo partecipativo, ha ottenuto il consenso preventivo degli abitanti delle zone confinanti col terreno della chiesa per la designazione di un programma di protezione ambientale esteso. La giunta provinciale ha autorizzato la direttrice della Ripartizione beni culturali, Karin Dalla Torre, a presentare all’ufficio tavolare di Silandro la domanda di annotazione del vincolo indiretto di tutela storico-artistica, a carico delle numerose particelle fondiarie di vari confinanti.

La chiesa di san Giovanni nasce come luogo di culto privato dei signori di Cengles, che sono sepolti nella cripta. «Il notevole monumento d’epoca romanica con navata unica risalente al Duecento, con abside e campanile laterale dell’undicesimo secolo, comprende una precedente costruzione del nono secolo», fa presente Dalla Torre. L’abside circolare presenta affreschi risalenti circa al 1420. Queste opere sono tra le più importanti della pittura venostana, influenzata dalla pittura bolzanina del Trecento. Il grande cimitero recintato su pianta rettangolare testimonia come la chiesa fosse dotata di diritti di sepoltura. Un affresco risale al periodo giovanile del pittore di Malles Karl Plattner (1948). Le fasi costruttive e la dotazione degli interni, integrati nel corso dei secoli dal Preromanico fino al XX secolo, dimostrano l’importanza della chiesa.